Farmaci, superare l’attuale logica del payback si può programmando i bisogni di cura

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Il modello

Mettere a sistema l’enorme patrimonio di dati e gli strumenti di classificazione, stratificazione e previsione del fabbisogno sanitario: è la “base” del nuovo meccanismo di governance che consentirebbe di arginare la spesa

di Silvia Mandarino *

23 giugno 2026

Stabilimento dell'industria farmaceutica. Compresse sul nastro trasportatore Mike Mareen - stock.adobe.com

Stabilimento dell'industria farmaceutica. Compresse sul nastro trasportatore Mike Mareen - stock.adobe.com

Arginare l’exploit della spesa farmaceutica con un nuovo meccanismo di governance che migliori l’allocazione delle risorse, ottimizzi l’offerta di terapie ai pazienti e superi l’attuale logica di controllo fondata esclusivamente sull’attuale meccanismo del payback, oggi è possibile. A una condizione: mettere a sistema l’enorme patrimonio di dati e gli strumenti di classificazione, stratificazione e previsione del fabbisogno sanitario su cui i ministeri della Salute e dell’Economia stanno investendo negli ultimi anni. È questa la conclusione a cui giunge il documento tecnico che LS CUBE mette a disposizione delle istituzioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il farmaco come leva strategica

Il punto non è l’abolizione del payback, piuttosto il superamento della logica dell’attuale sistema basato su tetti rigidi e meccanismi di ripiano ex post, che rischia di produrre effetti distorsivi. Non si tratta di spendere di più o di meno, ma spendere meglio. In questa prospettiva il farmaco non rappresenta una semplice voce di costo, bensì una leva strategica per realizzare gli obiettivi del Servizio sanitario nazionale. Obiettivi che si possono raggiungere inserendo correttivi volti ad evitare che le Regioni con reti assistenziali più evolute, maggiore capacità di diagnosi e più elevato ricorso all’innovazione terapeutica superino i limiti di spesa non per inefficienza, ma per rispondere ad un fabbisogno sanitario effettivo.

Il modello

Mettere a sistema l’infrastruttura informativa con cui porre al centro il fabbisogno clinico-epidemiologico, articolandolo per aree patologiche, sulle stime di prevalenza e incidenza regionale, integrate da indicatori di severità clinica, comorbilità, fragilità sociale e demografica. Il tutto, da una lato, implementando dei tetti adattivi in grado di catturare il valore dell’impatto del farmaco grazie a strumenti di HTA integrati con dati di Real World Evidence e indicatori di outcome clinici; dall’altro introducendo un’accountability regionale differenziata con quote dinamiche, fondate su fabbisogni specifici e sull’efficienza dei modelli organizzati e dei risultati raggiunti. Questo nuovo modello consentirebbe la progressiva sostituzione dell’attuale maccanismo di payback retroattivo e basato su tetti rigidi e lineari con tetti intelligenti e adattivi fondati su modelli di responsabilità ex ante calibrati sul fabbisogno previsto e sulla capacità gestionale delle regioni.

Programmare le risorse

La proposta di LS CUBE, parte da una constatazione: il sistema dei tetti di spesa e del payback è nato in un contesto storico in cui mancavano gli strumenti per leggere in modo puntuale i bisogni di salute della popolazione. Oggi, invece, il Servizio sanitario nazionale dispone di un patrimonio informativo senza precedenti che, se sistemico e strutturale, consente di programmare le risorse.

Un cambio di paradigma che sposta il baricentro dal controllo retrospettivo della spesa alla programmazione prospettica dei bisogni, mettendo finalmente i dati al servizio delle decisioni pubbliche. Questo cambio di passo oggi vede una finestra unica e concreta nel disegno di legge delega per il Testo unico della legislazione farmaceutica, che si propone di razionalizzare e modernizzare il quadro normativo del settore.

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