L'uomo aveva chiesto 200mila euro di danni ma il Tribunale di Modena ha confermato la legittimità della decisione dell'azienda
17 giugno - 17:19 - MILANO
Un operaio della Ferrari è stato licenziato per aver perseguitato una collega con cui aveva avuto una relazione extraconiugale. Ritenendo il provvedimento ingiusto, ha presentato ricorso, chiedendo 200mila euro di danni all'azienda, che è stato però respinto dal Tribunale di Modena, con una sentenza appena pubblicata. Il giudice ha confermato la legittimità dell'intervento dell'azienda finalizzato a tutelare la salute e il benessere di un'altra dipendente.
operaio ferrari licenziato
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La vicenda risale a più di due anni fa, l'uomo, un operaio di circa 40 anni che era stato assunto nel 2012 a tempo indeterminato nel reparto corse clienti della Ferrari, è stato licenziato a luglio del 2024. Secondo quello che si è appreso attraverso il resoconto processuale, l'operaio aveva una relazione extra coniugale con una collega più giovane, ma quando la donna aveva deciso di lasciarlo, il quarantenne aveva iniziato a tormentarla. Stando alle dichiarazioni dell'azienda avrebbe messo in atto una serie di condotte scorrette e illegittime, definibili come atti persecutori che hanno spinto la collega a rivolgersi alle risorse umane della Ferrari e ai carabinieri. La donna lo aveva inizialmente bloccato, ma l'uomo ha insistito continuando a tormentarla usando altri numeri per contattarla, anche se per un breve periodo di tempo. "Sei tenebra e fulgido allo stesso momento perfida e poco sincera bimba viziata! Non hai capito nulla sarà tardi quando lo farai. Ma tanto sei egoista per farlo. Questa me la paghi" è stato uno dei messaggi inviati dall'operaio all'ex collega. Ma anche "fai veramente schifo, sei vomitevole, sparisci dalla circolazione e se mi vedi abbassa la testa, te ne pentirai".
Il licenziamento è quindi arrivato dopo la denuncia della donna e l'ammonimento all'uomo del questore di Modena con l'invito di cessare immediatamente tali condotte, cosa che poi è effettivamente avvenuta. L'operaio si è però rivolto al tribunale impugnando il licenziamento e chiedendo anche 200mila euro di danni alla Ferrari. Il giudice ha respinto la richiesta riconoscendo all'ex operaio soltanto 14 mensilità di indennizzo, considerando la reazione dell'azienda pienamente giustificata, come si legge nella sentenza, in quanto "tenuta a preservare la salute psico-fisica dei lavoratori e ad attivarsi per rimuovere eventuali condotte lesive". L'avvocato Francesco Parise, esperto di diritto del lavoro, interpellato dal Corriere della Sera, ha spiegato che il giudice ha definito il licenziamento illegittimo ma "non rientra nei casi in cui la legge consente di rimettere il lavoratore in azienda", accertando il profilo di illiceità del comportamento. L'operaio non lavorerà più in Ferrari ma avrà soltanto le quattordici mensilità che gli spettano.
La Gazzetta dello Sport
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