Prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna, i piloti saranno impegnati in una piccola gara con minicar monoposto composte da mattoncini Lego. E non a tutti la cosa piace
3 luglio 2026 (modifica alle 14:46) - SILVERSTONE (ENG)
Lo show che divide. Domenica a Silverstone, prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna, i piloti saranno impegnati in una driver’s parade diversa dal solito: non saranno infatti passeggeri sul tradizionale camion che, completando il giro di pista, permette ai tifosi di salutare e applaudire i protagonisti della griglia prima della partenza della gara. Quest’anno, riproponendo in formato diverso un’iniziativa che lo scorso anno a Miami aveva destato grande entusiasmo da parte di tifosi e piloti, si svolgerà infatti una garetta con minicar monoposto, composte da oltre 28.000 mattoncini Lego, in grado di raggiungere una velocità di 25 km/h. Questa seconda edizione della parata piloti organizzata in collaborazione con Lego (a Miami le macchine erano dieci e in condivisione) ha però diviso i piloti, che in alcuni casi si sono detti entusiasti, e impazienti, di scendere in pista per questa sfida alternativa, e in altri casi hanno sollevato alcune critiche. Valtteri Bottas e Arvid Lindblad, che lo scorso anno non erano presenti in griglia, hanno commentato con grande slancio: “Nel 2025 a Miami sembrava divertentissimo, è stato un peccato non esserci quindi ce la godremo quest’anno, cercando di fare più danni possibili”. Anche il campione del mondo Lando Norris ha mostrato il proprio entusiasmo: “Se sarà come a Miami, penso che chiunque riuscirà a tornare alla linea di partenza con la propria vettura sarà già un vincitore (visto il numero di incidenti che i piloti hanno causato nel 2025 scontrandosi volontariamente tra loro). Penso che sia una cosa fantastica da fare, qualcosa di diverso dal solito”.
polemiche
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Meno entusiasta è apparso Lewis Hamilton, che in conferenza stampa si è limitato ad anticipare che “quella gara è la parte più pericolosa del weekend (ovviamente ironicamente, ndr), quindi non so se parteciperò”. Alla base del malcontento ci sarebbe una questione economica, come anticipato dagli inglesi del Telegraph, che descrivono un Lewis stanco del numero sempre maggiore di obblighi legati ai media e soprattutto agli sponsor, senza ottenere da parte dei brand coinvolti un compenso aggiuntivo sulla partecipazione. Sul tema sportivo si è invece concentrato Verstappen, visibilmente indispettito dalla presenza di questo nuovo impegno nel già complesso weekend di gara con format sprint: “Io coi Lego preferisco giocarci a casa con i bambini, in pista preferisco stare insieme agli altri piloti su un camion. È più divertente e più professionale. Siamo piloti di Formula 1, non dobbiamo fare la figura dei ragazzini o dei pagliacci che provano a scontrarsi. Non è ciò di cui ha bisogno la F1”. Un messaggio molto chiaro, in parte opposto e in parte condiviso a quello dei colleghi della griglia, che restituisce un clima diverso da quello con cui i protagonisti della Formula 1 erano arrivati a Miami un anno fa.










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