Le esportazioni del distretto
dello Sportsystem in Veneto nel 2025 hanno registrato una lieve
flessione (-1,1%) rispetto all'anno precedente a 1,55 miliardi
di euro, caratterizzati da una crescita del business degli sport
invernali e attrezzature da alpinismo (+4,1%) contrapposta ad un
ripiegamento delle calzature sportive (-2,3%) e delle biciclette
e loro componenti (-4,5%).
Lo rileva l'indagine di Intesa Sanpaolo sul distretto,
presentata oggi a Treviso, da cui emerge che nel primo trimestre
del 2026 la situazione è sostanzialmente stabile (402 milioni le
vendite all'estero). La dinamica è stata condizionata dalle
ricadute della guerra in Iran, con uno spostamento dei flussi
sui mercati dell'Europa, occidentale e orientale, a fronte di
una contrazione nei Paesi mediorientali, verso i quali nel 2025
si era registrata invece una interessante accelerazione.
Per quanto riguarda il sistema delle imprese, il Distretto
oggi conta 532 sedi, 173 filiali e quasi 7.700 occupati. Il
quadro pone in evidenza un progressivo spostamento dei numeri
verso la fascia delle imprese di dimensione medio-grande, con il
60% degli addetti che trova impiego in realtà con oltre 50
dipendenti.
Contestualmente, tuttavia, si rileva un progressivo
invecchiamento della classe imprenditoriale, con la quota di
titolari over 70 che, negli ultimi 10 anni, è passata dal 10% al
15%, mentre quelli della fascia d'età fra i 30 ed i 49 anni sono
scesi al 25%.
Per il presidente della Fondazione Sportsystem, Gianni
Frasson, è importante essere consapevoli che "l'Europa ha ancora
le capacità e le opportunità di svolgere il suo ruolo. Rispetto
agli interlocutori asiatici - ha aggiunto - dovremmo essere più
ambiziosi ed agguerriti, anche per andare ad attingere
conoscenze e tecnologie che ci mancano".
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