'Tango Argentino' è nato di getto la sera del 13 marzo 2013, quando il monmdo incontrava per la prima volta Papa Francesco
20 aprile 2026 | 15.07
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Domani, 21 aprile, in occasione del primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco, il maestro Maurizio Mastrini pubblica una nuova, intensa versione di 'Tango Clandestino', brano nato di getto la sera del 13 marzo 2013, quando il mondo incontrava per la prima volta il Papa venuto dall’Argentina. Un omaggio profondo, che unisce idealmente l’Umbria spirituale di San Francesco e le radici sudamericane del Pontefice, e che oggi torna a vivere all’interno del nuovo album 'Capelli', in uscita nella stessa data. Per la presentazione del progetto, Mastrini ha scelto un luogo altamente simbolico, ricco di storia e fascino, a cui il proprietario Massimo Falcinelli ha saputo ridare vita: la Chiesa di Santa Caterina sita presso il Nun Assisi Relais & Museum, suggellando così il legame tra spiritualità, arte e radici. 'Capelli' è molto più di un disco: è un autoritratto musicale viscerale e autentico. In 12 tracce, Mastrini mette a nudo la propria anima, attraversando minimalismo contemporaneo, suggestioni sudamericane e atmosfere jazz, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica della Felicità diretta da Roberto Marino e Paolo Scibilia, regia di Andrea Valentini.
Ogni composizione è un frammento di vita, un’emozione trasformata in suono. Con 14 album, circa 1000 concerti sold out in tutto il mondo – Carnegie Hall di New York, Arena di Tokyo e Sporting di Monte Carlo– oltre un milione di spettatori e milioni di stream, Mastrini è un artista fuori dagli schemi. Conosciuto come “il pianista che suona al contrario”, reinventa il pianoforte trasformandolo in un corpo vivo, tra carezze e percussioni, rompendo ogni convenzione stilistica. Ma è la sua libertà a renderlo unico. Lontano da logiche commerciali e compromessi, Mastrini ha costruito un percorso indipendente, fatto di scelte radicali e autentiche: “La mia ricchezza è la mia libertà. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta", spiega. Il titolo dell’album racchiude un simbolo intimo e potente: “I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo".
Da quel nascondersi nasce oggi un’opera che, al contrario, è una rivelazione totale. Tra i brani, spiccano omaggi e suggestioni che attraversano culture e memorie: da “El Toque”, dedicato a Diego Armando Maradona, a composizioni evocative come “Paris c’est l’amour” e “Monsieur Satie”, fino alle atmosfere jazz di “No Smoking” e ai momenti più intimi di “Aria” e “Lacrima”. A chiudere il cerchio, “Tango Clandestino”, il tributo emozionale a Papa Francesco. 'Capelli' non è solo un album. È una dichiarazione di identità. È il coraggio di restare fedeli a se stessi. E con 'Tango Clandestino', Maurizio Mastrini firma un ponte emozionale tra memoria e presente, tra silenzio e musica, tra uomo e anima.
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