Tutta l'Africa indignata per l'arbitraggio di Argentina-Egitto, Francia preoccupata in vista della sfida col Marocco, accuse di match truccati, fake news e polemiche infinite. Tutto dopo il caso-Balogun: la sacralità delle regole del calcio è andata a farsi benedire e sono stati aperti i pericolosi cancelli del dubbio
L’Africa indignata. E l’Africa favorita? Il Mondiale stava filando via in maniera più o meno tranquilla, per certi versi persino trionfale, fino a quando Donald Trump non ha deciso di interessarsi di questo campionato di soccer, sport del quale ammette di non conoscere nemmeno le regole. Ha scoperto che un cartellino rosso porta con sé una squalifica, si è indignato e ha chiesto al suo amico Gianni Infantino di fare qualcosa. È stato accontentato e grazie a un cavillo regolamentario la sanzione all’attaccante statunitense Folarin Balogun è stata rimandata. Le sacralità delle regole del calcio è andata a farsi benedire e sono stati aperti i pericolosi cancelli del dubbio: ogni azione discutibile ora viene analizzata con le lenti del sospetto, della cospirazione, del possibile inganno. E in tempi di fake news e Intelligenza Artificiale il terreno diventa ancora più scivoloso.
BRACCIA INCROCIATE
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Ieri l’Africa intera si è stretta attorno ai Faraoni egiziani, che sono usciti dal campo e dal Mondiale indignati. Il ct Hossam Hassan ha incrociato le braccia sopra la testa già durante la partita. Forse voleva fare il gesto delle manette reso celebre da Mourinho, ha fatto quello ora riservato alla segnalazione di episodi di razzismo ed è stato ammonito.
FREGATI
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In ogni caso il ct egiziano voleva richiamare l’attenzione su una situazione che per lui era intollerabile: “Non voglio metterla giù in termini corretti e parlare di sfortuna – ha detto poi –. Siamo stati fregati, siamo vittime di un’ingiustizia e abbiamo perso ingiustamente È evidente da ogni parte appoggiano i campioni in carica. Vogliono che restino nel torneo, vogliono che resti Messi. Non siamo stati trattai con rispetto, né con fair play”.
MONDIALE TRUCCATO
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Il suo giocatore Mostafa Zico è stato ancora più pesante, non ha usato giri di parole per descrivere i propri sentimenti alla fine della partita con l’Argentina: “È ingiusto, è evidente, è chiaro. L’arbitro ha sbattuto per terra lo sforzo di un intero Paese, è il colpevole della nostra sconfitta. Il torneo è truccato”.
GLI EPISODI
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Gli egiziani puntano il dito sulla decisione di annullare il 2-0 dell’Egitto, un gol magnifico segnato da Salah, per un fallo avvenuto molto prima, al principio dell’azione, situazione tipicamente di campo che non dovrebbe essere rivista al Var e che si è verificata nuovamente poco dopo sul terzo gol dell’Argentina, con Salah come vittima ed Enzo Fernande come eroe con l’arbitro che in questa occasione non è stato chiamato al Var. Più altre situazioni diciamo dubbie. Nel mirino degli egiziani è finito Jerome Brisard, arbitro francese che ieri era al Var, già protagonista di alcune giocate polemiche in Champions League negli ultimi due anni: la più clamorosa un pugno di Valverde a Dahl in Benfica-Real Madrid di qualche mese fa non segnalato all’arbitro.
FAKE NEWS
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Con le polemiche al loro zenit sono apparse immagini di Infantino in tribuna che si disperava per un gol dell’Egitto. Fake. Il presidente della Fifa ieri era a vedere Svizzera-Colombia e le immagini si riferiscono a un’altra partita. Che poi Infantino abbia una simpatia per l’Argentina è parso evidente in altre occasioni, su tutte un’intervista televisiva di qualche giorno fa. Ma come detto, siamo alla paranoia generalizzata.
QUINTETTO ARGENTINO
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E qui arriviamo all’altro punto di ebollizione: Francia-Marocco di domani. Partendo dal presupposto che l’intervento di Trump e la condiscendenza della Fifa hanno avvelenato i pozzi della fiducia, ecco che ora è la Francia ad mostrare un timore preventivo per la scelta degli arbitri del quarto di finale. La terna è argentina, guidata da Tello, e si sottolinea maliziosamente come siano argentini anche gli uomini in sala Var, quando sin qui la Fifa sembrava avesse mostrato la tendenza a scegliere fischietti di nazionalità differenti tra campo e Var. Però in Argentina-Egitto con Letexier in campo al Var c’era il connazionale Brisard… Come detto, tutto viene distorto.
LA MAGLIA
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E l’apparizione di fotografie della figlia di Infantino con la maglia del Marocco, queste sì autentiche, viene interpretata dietrologicamente a senso unico, quando sinceramente non rappresenta nulla più che una possibile e legittima simpatia per i Leoni dell’Atlas della ragazza.
LANCIO DEL ROSSO
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I francesi temono di poter restare impigliati nella rete della Messi-mania, ma a colpire di più è lo stato di paranoia arbitrale nel quale è precipitato questo Mondiale da quando Trump ha scoperto che col rosso arriva la squalifica. Eppure in rete c’è un meraviglioso video del 2018 nel quale Infantino spiega al suo amico Donald l’esistenza nel soccer dei due cartellini disciplinari, e il loro uso: Trump prende il rosso e lo lancia sui presenti, che ridono felici. Esattamente la stessa cosa che ha fatto con il rosso a Balogun. Solo che stavolta non ha riso nessuno, perché non c’è nulla di divertente. E sul tappeto restano i sospetti e non il cartellino lanciato da The Donald.







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