L'estremo difensore è stato scovato a 11 anni a Biella, ma dall'Under 17 in poi è andato in giro in prestito: ha giocato di più rispetto ai compagni e ora è più maturo
I quattro rigori parati in semifinale di Coppa Italia hanno acceso i riflettori su Edoardo Motta. Il portiere della Lazio è stato il protagonista principale nella sfida di Bergamo contro l’Atalanta e ha aggiunto un altro capitolo curioso alla sua storia incredibile, quella di un giovane classe 2005 dentro al suo sogno. l’estremo difensore è cresciuto alla Juve, ma deve la sua crescita alle squadre che gli hanno dato la possibilità di giocare. Il club bianconero lo ha scovato presto, a 11 anni, quando giocava a Biella a pochi metri da casa, nella Soccer Spartera: dopo i primi anni a Vinovo, però, ha deciso di farlo girare un po’ in modo che potesse giocare con maggiore continuità.
PERCORSO A OSTACOLI
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Motta ha vissuto la stagione in Under 17 difendendo la porta dell’Alessandria, mentre la Juve preferiva schierare sotto età lo slovacco Vinarcik (ora all’Arouca, in Portogallo). In Under 18 ha giocato invece nel Monza, insieme a un altro portiere della Juve, Fuscaldo: il club bianconero ha deciso di non fare la categoria, in modo da permettere ai propri talenti di misurarsi sotto età nella categoria Primavera e puntare subito dopo al salto tra i professionisti grazie alla Next Gen, che milita in Serie C. Alla compressione dei portieri a disposizione in Primavera, nell’estate 2023, si sono ritrovati a Vinovo molti ragazzi di talento: dai 2004 Daffara (adesso titolare all’Avellino in Serie B) e Scaglia (in Next Gen) al 2007 Radu (di cui si potrebbe parlare molto presto), oltre a Vinarcik, Fuscaldo e Zelezny, che successivamente è stato ceduto alla Roma. Così Motta è andato alla Reggiana e la scelta gli ha consentito di giocare tante partite da titolare.
PASSAGGIO CHIAVE
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La Reggiana lo ha tenuto pure in prima squadra, riconoscendo alla Juve il 50% della rivendita anche dopo la cessione alla Lazio di gennaio: il club biancoceleste lo ha preso per un milione, pensando di tenerlo come alternativa di Provedel promosso titolare con la cessione di Mandas. Invece, dopo l’infortunio di Provedel, Motta si è ritrovato a sorpresa titolare e ha dovuto compiere in fretta il salto di qualità per reggere la pressione della massima serie. Fin qui non solo ha retto ma ha dimostrato il proprio valore, anche grazie al carattere freddo, ottimizzando il percorso fatto qui fin. Tutte quelle partite in più giocate rispetto ai coetanei, infatti, parata dopo parata e talvolta errore dopo errore, gli danno ora la possibilità di pagare meno lo scotto dell’esperienza. Motta ha guadagnato pure la nazionale Under 21 e non ha alcuna intenzione di arrestare la propria ascesa: la Juve lo segue, seppur rimanendo alla finestra, e per adesso si limita a monitorarne gli step di crescita. Cosa deciderà di fare in futuro dipenderà soprattutto dalla sua continuità.










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