Pioniere e innovatore, durante la sua lunga carriera ha commentato centinaia di eventi sportivi e inventato la telecronaca a due voci
8 luglio - 17:02 - MILANO
Il mondo del giornalismo sportivo italiano è in lutto per la scomparsa di Luigi Colombo, figura iconica che ha segnato un’epoca indelebile nella storia della televisione. A 79 anni se ne va un pioniere capace di rivoluzionare il linguaggio del racconto sportivo: a lui si deve, infatti, l’invenzione della telecronaca a due voci, un format sperimentato negli anni d’oro di Telemontecarlo insieme a leggende come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli. Con oltre 550 partite internazionali commentate, tre Olimpiadi e tre edizioni dei Campionati Europei al suo attivo, Colombo non è stato solo un telecronista di straordinaria competenza, ma un innovatore capace di portare nelle case degli italiani il grande calcio estero con uno stile sempre elegante ed ironico.
una vita fatta di successi
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Nato a Cesano Maderno, città di cui era cittadino benemerito dal 2006, Colombo ha lasciato un’impronta profonda non solo dietro il microfono, ma anche nel tessuto sociale della sua comunità, dove fu tra i fondatori del Lions Club locale. La sua carriera, iniziata agli albori di Telemilano 58, si è intrecciata con i grandi nomi della televisione e dello sport, da Mike Bongiorno a Diego Armando Maradona, costruendo un percorso umano e professionale costellato di successi, raccontato anche tra le pagine del suo libro Passo doppio. Oggi, la scomparsa di questo maestro lascia un vuoto incolmabile, ma il suo lascito continua a vivere in ogni telecronaca moderna, erede di quel metodo innovativo che ha cambiato per sempre il modo di vivere e raccontare la passione sportiva.
Anche Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha voluto ricordare Colombo con affetto: "Ha sempre avuto una marcia in più, il suo proverbiale ‘passo doppio’… e con il passo doppio stanotte è salito direttamente in cielo. Maestro di giornalismo sportivo, è stato un grande innovatore e primo fra tutti hai scoperto e sviluppato il potenziale del mezzo televisivo nel raccontare il calcio estero e lo sport in genere. Ci mancheranno la sua proverbiale ironia, i suoi aneddoti, la sua curiosità: una persona di straordinari valori umani, un grande professionista che sapeva raccontare il calcio con eleganza, da sempre profondamente legato alla sua Cesano Maderno. Da oggi la Brianza e tutti noi siamo più poveri".
La Gazzetta dello Sport
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