L'attaccante della Bosnia alla vigilia dello spareggio mondiale: "Il campo sarà brutto? In Italia sono abituati, alcuni non sono migliori". E il ct Barbarez: "Se segniamo un gol parcheggiamo il bus davanti alla porta"
30 marzo 2026 (modifica alle 13:18) - SARAJEVO (BOSNIA)
Edin Dzeko alla fine della conferenza stampa si ferma per le foto con alcuni italiani, si sorride e si cerca di non far salire la tensione alla vigilia di una partita che significherà l’iscrizione al Mondiale per Italia o Bosnia: “L’esultanza di Dimarco e altri dopo i rigori di Cardiff? Nessun problema, anch’io non volevo giocare con l’Italia. Al giorno d’oggi con i social serve intelligenza, perché ogni cosa può scivolare da un’altra parte. Ci vuole attenzione. Tutti abbiamo visto cosa è successo, e tutto viene ingigantito, però è normalissimo. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto: ma di che parliamo? Non ci sono problemi”.
paura
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Secondo il capitano della Bosnia, 40 anni, ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina, proprio il problema è un altro: “Non so perché non volevano giocare in Galles, noi abbiamo vinto. L’Italia è una nazionale incredibile, ha vinto quattro mondiali, se ha paura di giocare in Galles qualcosa non funziona. Dobbiamo vederla in questo modo, possono soffrire tanto anche con noi. Gli azzurri si giocano tanto dopo due Mondiali mancati, vuol dire che hanno paura”. E’ un’Italia diversa, racconta Dzeko: “Io la amo, ho vissuto 9 anni lì benissimo, sentirò la partita più di tutti. Con Gattuso ci siamo visti a San Siro e ci siamo abbracciati. Domani l’Italia non ci sottovaluterà, però non ha più Totti o Del Piero, c’è qualità ma quelli di una volta erano diversi. Noi dobbiamo dimostrare la nostra qualità, giochiamo in casa, con il sostegno dei nostri tifosi. Anche la critica dice che nel calcio italiano manca l’intensità. Forse non fanno risultati per questo. Mi aspetto una partita molto tattica. Il campo sarà brutto? In Italia sono abituati, alcuni non sono migliori”.
l'allenatore
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Anche il ct Sergej Barbarez ha spiegato la ricetta per vincere lo spareggio: “Coraggio e un po’ di fortuna, e se gli italiani hanno detto che il nostro calcio è lento, anche il loro lo è. Non dobbiamo avere paura. Non abbiamo un solo piano, le partite cambiano: se segniamo un gol parcheggiamo il bus davanti alla porta, se prendiamo un gol lo mettiamo da un’altra parte”. È una battuta. Forse.









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