In Svezia, di fronte alla sua gente e alla sua famiglia, il fenomeno riscrive la storia. Un'altra volta
Andrea Buongiorvanni
12 marzo 2026 (modifica alle 21:44) - MILANO
Così veloce, asta in mano, forse non ha mai corso. Così in alto, di certo, non è mai arrivato. Mondo Duplantis, per la quindicesima volta, firma il record del mondo della specialità: 6.31. Ma questo primato ha un sapore speciale: perché ottenuto nella sua Svezia, nella sua Uppsala, di fronte alla sua gente e alla sua famiglia, futura sposa compresa, nel meeting a lui dedicato: il 5° Mondo Classic, tappa Silver dell’Indoor World Tour. È peraltro la seconda volta che l’impresa gli riesce in Svezia: la precedente il 15 giugno scorso, quando allo stadio olimpico di Stoccolma, in Diamond League, si arrampicò fino a 6.28. Ma Armand, in un contesto straordinario, con otto atleti capaci nel corso della carriera di superare il muro dei sei metri, a 26 anni riscrive un’altra volta la storia.
La gara
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Gli ci vuole poco, all’apparenza: non più di quattro tentativi, tutti andati a buon fine. A 5,65, a 5.90, a 6.08 e, infine, alla misura monstre. Facile come bere un bicchier d’acqua. Gli altri? Bravi, bravissimi, ma lontani: il norvegese Guttormsen fa giusto 6.00, gli statunitensi Bradford e Kendricks, come l’australiano Marshall 5.90. Tra i battuti il greco Karalis, dodici giorni fa salito fino a 6.17, secondo uomo di sempre. Già, 6.17: come la misura del primo record di Duplantis, quando nel 2020 incrementò il limite di un centimetro rispetto al francese Renaud Lavillenie: l’ultima volta, con 6.30, c’era riuscito il 15 settembre ai Mondiali di Tokyo, oro iridato con primato. Stavolta, a stupire, è la rapidità della rincorsa: da sprinter puro. Meglio del suo 10”37 sui 100 di un paio di estati fa. Un Mondo esagerato, infinito.










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