Ducati, allarme rosso: Aprilia è superiore. E ora anche Marquez fatica a nasconderlo

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Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio restano ancora in corsa per il campionato dopo Silverstone, ma l'Aprilia si è dimostrata superiore in confronto alla moto di Borgo Panigale

Riccardo Serra

12 agosto - 11:51 - MILANO

Dopo i primi test dell'anno a Sepang il quadro sembrava abbastanza chiaro: la Ducati era ancora il marchio più forte della griglia in MotoGP, con l'Aprilia in scia. Poi, dalla prima gara dell'anno in Thailandia sono iniziati quei problemi di trazione in uscita di curva che hanno tormentato la casa di Borgo Panigale in ogni GP. A inizio stagione, quando Marc Marquez era ancora alle prese con i problemi al braccio destro, Fabio Di Giannantonio è stato l'unico ducatista che, con due podi e una vittoria, ha tenuto a galla con costanza il marchio emiliano. Dopo un inizio di stagione tra le complicazioni, anche Alex Marquez è riuscito a riemergere, siglando una vittoria sul circuito di Jerez. Proprio quando aveva iniziato a riprendere quella fiducia che lo ha contraddistinto nella passata stagione, lo spagnolo ha dovuto fare i conti con quella terribile caduta durante il GP di Barcellona. Naturalmente un incidente di quell'entità ha compromesso tutto (mondiale e feeling ritrovato con il mezzo). A partire dal Mugello, dopo l'operazione che gli ha finalmente risolto quel problema alla spalla destra, si è ripresentato il Marc Marquez al quale tutti eravamo abituati. È tornato quel cannibale che, pur non trovandosi al 100% di condizione si è andato a prendere delle vittorie che lo hanno fatto tornare in corsa per il mondiale. Probabilmente il 93 è stato talmente forte, tanto da riuscire a centrare dei risultati che hann0 mascherato la realtà (riemersa poi durante il weekend di Silverstone). 

weekend inglese

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Nel fine settimana britannico la moto di Borgo Panigale si è mostrata di nuovo vulnerabile in uscita di curva e troppo aggressiva sulle gomme. Alex Marquez e Di Giannantonio sono stati i due cavalieri che hanno limitato i danni per il marchio bolognese, ma la differenza in confronto all'Aprilia è stata abbastanza eclatante, soprattutto se si mette a confronto con i risultati delle ultime gare. Alla vigilia del GP inglese, era stato già messo in conto il fatto che la moto di Noale sarebbe stata la più competitiva della griglia. Non ci si aspettava però che la Ducati soffrisse come ha dimostrato nel corso della gara e delle prove. Il team factory è stato senza ombra di dubbio quello che ha patito di più. Se da un lato è stato chiaro fin da subito che Bagnaia fosse in estrema difficoltà, dall'altra sponda del box Marquez era riuscito (per l'ennesima volta) a mascherare la realtà fino alla gara della domenica. Dopo la Sprint del sabato era rimasta l'attenuante di quella gomma posteriore che si è sfibrata troppo in fretta, ma al termine del GP del giorno successivo sono scomparsi tutti i dubbi. In questo momento, soprattutto nei tracciati con le caratteristiche come quello di Silverstone (dove le gomme si consumano abbastanza rapidamente) la Ducati fa fatica, e neanche un fenomeno del calibro del 93 è riuscito a metterci una pezza fino ad ora. 

tutto secondo i piani

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La chiave di lettura della situazione che circonda la casa di Borgo Panigale si riassume anche in quello che è emerso durante le interviste del dopogara. Alex Marquez, Di Giannantonio e Bagnaia hanno lamentato a gran voce le problematiche (uscita di curva e gestione gomme) avute dalla moto nel corso di tutto il weekend. I tre motociclisti hanno anche sollecitato la casa emiliana a portare degli aggiornamenti perché attualmente non si sentono in grado di poter lottare contro le Aprilia. Marc Marquez invece, ha chiarito in più occasioni che gli scarsi risultati di questo fine settimana sono dovuti a delle sue mancanze di guida e non a degli handicap della ciclistica. Dalle dichiarazioni fatte al termine della gara, il 93 ha mostrato che avesse già messo in preventivo il fatto di dover soffrire e giocare in difesa nel corso del GP inglese. Probabilmente anche perché, dopo le tre settimane di pausa, si correrà ad Aragon, da sempre pista nelle corde del 93 e sul quale il nove volte iridato conta di poter riavvicinarsi al leader del campionato Martin. Però, numeri alla mano, il circolo del motomondiale se ne va via da Silverstone con una Ducati in difficoltà, ma che rimane ancora in lotta per il titolo.

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