La canadese, quarantadueenne e iridata 2024 in coppia con Maxime Deschamps, stasera insegue una medaglia: "Per il pattinaggio ho sacrificato la carriera e una relazione, porto la mia vita sul ghiaccio e quando avrò 80 anni voglio sapere di aver dato tutto"
Una donna di 33 anni ha voglia di pattinare. Non lo fa da quando, ragazzina, smise per un infortunio a un’anca e da allora non tocca ghiaccio, a meno che non sia quello da mettere nel margarita. La prima reazione è chiamare la mamma: “Ci sono ancora i vecchi pattini in cantina?”. Ci sono, così Deanna va a pattinare su una pista pubblica e si innamora di nuovo. Quante possibilità ci sono che quella donna diventi una professionista? A 33 anni, dopo 16 di totale inattività? Nessuna. Lo sport però, a volte, fa come gli pare. Deanna Stellato-Dudek, sette anni dopo aver preso i pattini in cantina, è diventata campionessa del mondo in coppia con Maxime Deschamps, evento francamente inspiegabile. Era il 2024. Altri 23 mesi e i due sono insieme a Milano-Cortina. Il loro libero, ieri sera, è andato malissimo – appena 14esimi, la sorpresa negativa di giornata – ma in fondo, conta così tanto?
il chirurgo plastico
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Deanna Stellato-Dudek è una pattinatrice del 1983. Ha smesso nel 2000, quando gran parte delle sue avversarie non erano nate: un doppio axel venuto male gli provocò un infortunio a un flessore dell’anca, troppo doloroso da superare. Era una piccola campionessa, aveva vinto l'argento al Mondiale Junior del 2000 e l'oro alla Finale del Grand Prix Junior 1999, ma i talenti si ritirano in tutti gli sport. Non guardò più le gare, ricominciò a studiare e diventò direttrice dell’area estetica per un chirurgo plastico. Nel momento migliore della carriera medica, aveva cinque persone sotto di lei. Poi un team building le cambiò la vita. Il gioco funzionava così. Deanna e i colleghi dovevano scegliere una carta, ognuna con una domanda diversa. Da qui, racconta lei: “La mia carta diceva ‘Che cosa faresti se sapessi di non poter fallire?’. E io risposi di getto che avrei vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Non potevo credere a quello che mi era uscito dalla bocca, pensavo che quella parte di vita fosse parcheggiata per sempre”. Pochi giorni dopo, chiamava la mamma per cercare i pattini in cantina e cambiava vita: sveglia alle 4, allenamento, poi al lavoro.
maxime e il canada
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Il talento e un uomo hanno fatto il resto. Deanna ha scoperto in fretta di saper fare ancora tutti i salti doppi, perché la memoria muscolare è misteriosa. “Mi sembrava di essere rimasta ferma solo sei mesi”. Ha chiamato il suo vecchio allenatore e ha deciso di cambiare specialità: non singolo, come da ragazzina, ma coppie. Dopo un periodo con un pattinatore americano, si è guardata in giro, ha chiesto a tutti gli allenatori che conosceva e uno gli ha segnalato Maxime Deschamps, un canadese di Montreal. È stato amore sportivo a prima vista. “Quando l’ho incontrato ho pensato: ‘Non capisco come faccia a essere ancora da solo e a non essere diventato campione del mondo' - ha detto Stellato-Dudek -. Max aveva una fame incredibile di successo, la stessa che avevo io”. Per lui, ha cambiato nazionalità: è americana ma gareggia per il Canada. Le avversarie di Stellato-Dudek hanno meno di 24 anni di media, lei 42 ma non le importa. “Non c’è un solo giorno in cui io non provi dolore sul ghiaccio ma voglio che a 80 anni, quando sarò seduta con un bicchiere di vino in mano, io sappia di aver dato tutto, indipendentemente dai risultati. Per il pattinaggio ho sacrificato la carriera e una relazione, mi sono sempre vista con dei figli ma ora sono qui. Rifarei tutto. Avendo vissuto, avendo amato, avendo perso, posso portare queste esperienze sul ghiaccio. A 20 anni potresti non essere a tuo agio nel farlo”.
goldy in avvitamento
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Quando Deanna ne ha compiuti 40, invece, Deschamps e la loro allenatrice le hanno regalato Goldy, un incrocio tra un maltese e un barboncino che sta a bordo pista e riesce a fare un salto in avvitamento come la padrona. A quanto risulta, è lui l’unico compagno di vita di Stellato-Dudek che, di quella relazione rotta per i pattini, non ha mai voluto parlare. Giusto così, perché il pattinaggio porta in pista i sentimenti ma sa essere crudele. “Quando abbiamo vinto i Mondiali – dice -, ho ricevuto 20.000 messaggi su Instagram però, se in gara andiamo male, sui social commentano il mio corpo, la mia faccia, i miei capelli. Mi dicono che non sono forte abbastanza”. Tutto, ma questo no: Deanna si è imposta regole strettissime – niente cibo dopo le 15, niente glutine, fritti, latticini o zucchero, con l’eccezione di un giorno di libertà al mese – e con quelle tiene il passo delle giovani. Tutto quello che deve fare, ora, è godersi il secondo giorno della sua vita olimpica. Stellato-Dudek il 30 gennaio ha battuto la testa in allenamento e il 2 febbraio la federazione canadese ha annunciato la sua assenza dall’Olimpiade. Per un altro dei colpi di scena di questa sceneggiatura, Deanna ha recuperato ed eccola qui. Alle 20.23 lei e Maxime saranno sul ghiaccio del Forum con un’infinità di punti da recuperare e un punto di domanda grande così sul domani. “Deciderò io e solo io – ha detto Deanna -. Se avrò voglia di continuare fino al 2030, quando avrò 46 anni, lo farò. Nessuno potrà dirmi che non posso”. Qualcuno, a quel punto, ha osato chiederle se non vedesse almeno un vantaggio nel ritiro e lei ha risposto ridendo: “Ci sarebbe un regalo che potrei farmi, non bevo un margarita da 10 anni”. Nel caso, con ghiaccio, grazie.









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