Domenica la Liegi-Bastogne-Liegi. Pogacar, Evenepoel e Seixas: in tre per un trono

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Torna la classica Monumento più antica, quella che chiude la stagione primaverile e che si estende tra Belgio, Lussemburgo e Francia nord-orientale

Luca Gialanella

Giornalista

22 aprile - 14:13 - MILANO

Il re, il principe, l’erede. È il kolossal della Liegi-Bastogne-Liegi, la classica Monumento più antica, prima edizione 1892: si corre domenica e chiude la stagione primaverile delle grandi corse di un giorno. Poi spazio ai Giri. Il quinto Monumento sarà il Giro di Lombardia, a ottobre, dopo il Mondiale a Montreal in Canada. Dal 2021 a Liegi vincono soltanto loro due: Tadej Pogacar tre volte, 2021, 2024 e 2025 in maglia di campione del mondo; Remco Evenepoel bis consecutivo nel 2022 e 2023, anche lui da iridato. I maligni potrebbero dire che il belga ha vinto perché lo sloveno era assente: nel 2022 per la morte della mamma della fidanzata Urska, nel 2023 invece la caduta nella prima parte di corsa e la frattura del polso. Ma stavolta al banchetto più invitante c’è un ospite inatteso, che ha iniziato a bussare con insistenza al castello del grande ciclismo: si chiama Paul Seixas, è francese, ha 19 anni. Ha dimostrato di non aver paura di niente. Vedremo come si comporteranno Tadej e Remco nei suoi confronti.

tra vallate e brughiere

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Siamo nelle Ardenne valloni, fitte foreste, colline, brughiere selvagge e profonde vallate fluviali. Una zona che si estende tra il sud-est del Belgio, il Lussemburgo, la Francia nord-orientale. Clima e natura, vegetazione lussureggiante, meta ideale per escursioni e passeggiate. Il tracciato parte da Liegi, va verso sud nelle Ardenne fino a Bastogne, poi risale a Liegi: 11 salite, una sfida massacrante, la Liegi è con il Lombardia la classica più dura. Quando si attraversano le Ardenne, la temperatura scende: nel 1980 vinse Bernard Hinault e la corsa venne ribattezzata “Neige-Bastogne-Neige”. Neige, la parola francese per indicare la neve. Si corse sotto una tempesta di neve, altro che il protocollo meteo dei nostri giorni per proteggere la salute dei corridori. “Vedevamo alberi piegati sotto il peso della neve, avanzavamo in qualcosa che sembrava la notte", scrisse Hinault, che attaccò a 80 km dall’arrivo e vinse con 9’24” sul secondo. Come dire: non c’è nulla di scontato in questa corsa.

pogacar, il re

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Pogacar ha vinto il Giro delle Fiandre il 5 aprile, ha staccato Van der Poel ed Evenepoel sul pavé di Vecchio Kwaremont e Paterberg. Poi è arrivato secondo alla Roubaix, battuto da Van Aert nella volata sul velodromo. Evenepoel, da parte sua, ha avuto coraggio in questa stagione di cambiare. Maglia Red Bull-Bora Hansgrohe, lo stesso sponsor di Max Verstappen in F.1. E come segnale al mondo del ciclismo ha deciso di partecipare per la prima volta, lui fiammingo, al Fiandre: preparato con cura e segretezza con numerosi sopralluoghi a dicembre. Il segno di una voglia nuova. Si allena, si prepara, debutta e arriva terzo.

evenepoel, il principe

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Remco non è tipo da abbattersi facilmente, anche se ha sempre perso tutti gli scontri diretti con Pogacar nelle classiche. I numeri sono impietosi: in totale, per ogni genere di gara, dal 2020 siamo a 62-16 per Pogacar su Remco, che ha subito alcune sconfitte cocenti come negli ultimi due Giri di Lombardia. Ma si è preso, con gli interessi, la rivincita in tre occasioni, e tutte ai Mondiali: nella prova in linea 2022 in Australia e nelle due cronometro a Stirling 2023 in Gran Bretagna e soprattutto a Kigali 2025 in Ruanda. In quest’ultima circostanza, è andato a doppiare Pogacar partito due minuti prima. La maglia verde dello sloveno era diventata come il drappo rosso per un toro: “Lo dovevo andare a prendere”. È questo che tiene vivo Remco: l’ambizione, la voglia di migliorarsi, l’aspirazione di lavorare per diventare il n.1 al mondo. Solo questo. Nove anni fa, aveva appena smesso di giocare a pallone con la Nazionale Under 15 del Belgio, era il capitano. Qualche corsa a piedi, maratone, e dalla categoria juniores ha iniziato un cammino che non ha ancora limiti. Due titoli olimpici, 4 Mondiali, due Liegi, la Vuelta, l’Amstel, miglior giovane al Tour nel 2024 e maglia bianca. Diventa il miglior cronoman al mondo. Scalza Pippo Ganna dal piedistallo, umilia Pogacar al Mondiale.

fino alla rocca dei falconi

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Domenica la Liegi, dunque. Undici salite, 4400 metri di dislivello. Il luogo simbolo è la Redoute, 1600 metri al 9,4% a 34 km dall’arrivo. L’ultimo trampolino è la Roche aux Faucons, la Rocca dei Falconi, 1300 metri all’11% a 13 km dalla conclusione. Pogacar l’ha vinta in due modi diversi. Nel 2021, la stagione successiva al primo trionfo al Tour, batte nella volata a cinque il campione del mondo Alaphilippe, che già vedeva il successo. E invece lo infila a sorpresa, e che sorpresa! Il primo dei suoi 12 Monumenti. Nel 2024 e 2025, invece, se ne va di forza sulla Redoute: a 34,8 km dal traguardo (2° Bardet a 1’39”) e a 35 km (2° Ciccone a 1’03”). Il secondo posto alla Roubaix gli toglie due record da realizzare quest’anno: vincere l’ultimo Monumento che gli manca per entrare nel club di Van Looy, Merckx e De Vlaeminck (gli unici ad averli conquistati tutti e cinque), e provare a centrarli tutti nella stessa stagione, dopo aver già trionfato alla Sanremo e al Fiandre. La voglia non gli sarà passata di certo, e con quattro successi nella Liegi raggiungerebbe Moreno Argentin e Alejandro Valverde: davanti resta solo Merckx, con 5.

un divario da colmare

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Attaccare da lontano è una passione pure per Evenepoel: nel 2022 fa il vuoto sulla Roche aux Faucons (Hermans 2° a 48”) e nel 2023 con la maglia iridata parte ancora prima, anche lui sulla Redoute, e sono 29 km di passerella solitaria (Pidcock 2° a 1’06”). Remco ci crede, sa che per battere Pogacar non ci vuole la sua migliore versione, ma molto di più. Però sente attorno un’energia nuova. E per capire che cosa ruoti attorno a lui, prendete le parole dell’ex professionista Dan Bigham, ingegnere aerodinamico, che è stato compagno di squadra di Ganna al team Ineos e ha detenuto il record dell’Ora. Il britannico fa parte del team di Remco: “Sono qui per aiutarlo a vincere e a diventare ancora più forte. Passo molto tempo a cercare di comprendere meglio le leggi della fisica e come sia possibile applicarle al ciclismo. Gran parte del mio tempo è dedicato alla ricerca e al miglioramento dei nostri modelli, per comprendere meglio come funziona effettivamente l'aerodinamica nei suoi principi di base: resistenza, aderenza degli pneumatici e così via. Come colmare il divario tra Remco e Pogacar? Penso all'aerodinamica, alla fisiologia, all'allenamento e all'alimentazione. Possiamo persino lavorare sulla maneggevolezza della bici. Dobbiamo credere nei nostri cambiamenti: posizione, abbigliamento, lunghezza dei manicotti, pneumatici, la loro pressione. Tutti questi elementi possono fare un'enorme differenza”.

Seixas, l'erede

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E poi… arriva Paul Seixas. Francese, 19 anni, talento del team Decathlon. Ha la stessa età del nostro Lorenzo Finn, due volte iridato Under 23, nel 2025 erano uno contro l’altro al Tour de l’Avenir vinto dal francese di Lione, che ha origini portoghesi. Però da quel momento è stata una crescita inarrestabile. Terzo all’Europeo vinto da Pogacar, settimo al Lombardia (dominato da Pogacar), secondo alla Strade Bianche 2026 dopo aver tenuto le prime accelerazioni di Pogacar. La Francia vede in lui il nuovo totem che mancava dai tempi di Hinault, perché può dare al Paese quelle vittorie nei grandi giri che sono finora mancate. Lui ci crede e non ha paura: «Non voglio aspettare che Tadej si ritiri, l’obiettivo è batterlo quando è ancora al top». Ha studiato al liceo sportivo, adesso è iscritto a un corso di laurea triennale in economia aziendale all’EM Business School di Lione. La Liegi è per Seixas la prima laurea.

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