Dolce e Gabbana celebrano la loro 'identity' con Madonna

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"E' la storia di come rimanere fedeli a se stessi" la sfilata donna Identity di Dolce e Gabbana, che non a caso hanno voluto Madonna ospite del loro show. La 67enne popstar americana, che è arrivata al teatro Metropol da vera diva, con un'ora di ritardo e il fidanzato 28enne Akeem Morris, è infatti legata ai due stilisti da un rapporto ultratrentennale.


    Era la fine degli anni '80 quando lei, già un'icona, scelse di indossare i loro abiti durante il famoso Blond Ambition Tour, lanciando il marchio nel mondo. Una collaborazione di lunga data che lo scorso anno è sfociata nella cover inedita di 'La bambola' di Patty Pravo per la campagna pubblicitaria del profumo The One, di cui Madonna - che era già stata ospite di una sfilata del duo nel settembre 2024 - è testimonial. Miss Ciccone - oggi con il volto coperto da grandi occhiali, inguainata in un miniabito bustier nero, calze velate e tacchi a spillo - sta lavorando a un biopic sulla sua vita e all'ingresso dello show dei cartelli informavano il pubblico che durante la sfilata sarebbero state effettuate delle riprese da parte di una società i produzione esterna. Il cartello, uguale a quello messo lo scorso settembre per le riprese di alcune scene del sequel del film 'Il diavolo veste Prada', lascia pensare che il girato di oggi potrebbe entrare nel film di Madonna, che dovrebbe essere coinvolta nel progetto come regista e sceneggiatrice.
    Assolutamente perfetta per entrare nel film la sfilata di oggi, anticipata dalle note dei più grandi successi di Madonna e tutta declinata intorno ai codici identitari del marchio, a partire dal nero, quasi l'unico colore in passerella a parte qualche tocco di bianco nei capi e di rosso negli accessori. Il nero infatti è uno dei segni più riconoscibili dello stile Dolce e Gabbana, che nella collezione per il prossimo inverno hanno voluto riaffermare con forza il loro Dna, anche tornando con la mente alla fine degli anni '80, al periodo delle celebri campagne con Marpessa, ma rileggendolo con gli occhi di oggi.
    Ecco quindi giacche e cappotti sartoriali che però hanno una doppia allacciatura, davanti e sul retro, il lungo abito redingote costruito sul corpo che ha i revers sulla schiena, il reggicalze portato con gli shorts, le autoreggenti di lana con le stringate rasoterra. E poi i grandi classici, la cui forza oggi sta anche nella riconoscibilità: non c'è bisogno di un'etichetta per le sottovesti di pizzo e gli abiti guepiere con le calze velate, la coppola e il corsetto, lo scialle all'uncinetto e i ricami tutti cosparsi di cristalli, il gessato che dialoga con le maxi pellicce, la borsa a motivo di rose che si accompagna allo chiffon a fiorellini, il coprispalle tricottato a mano all'uncinetto accostato al completo da uomo, il blazer doppiopetto dalle spalle importanti e dai pantaloni fluidi, con camicia bianca e cravatta, che chiude lo show, in un'affermazione di identità che è il cuore della collezione.
   
   

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