Ditonellapiaga canta 'Che fastidio' con il cast di 'Notte prima degli esami 3.0'

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Dal 19 marzo nelle sale con la regia di Tommaso Renzoni, a 20 anni dal cult di Fausto Brizzi: nuova generazione, stessa paura

12 marzo 2026 | 16.22

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Ditonellapiaga canta Che fastidio insieme al cast di 'Notte prima degli esami 3.0' in un video pubblicato sui social. Mentre l’artista - reduce dal successo sanremese - gioca con il suo brano mimandone il testo, i giovani interpreti Tommaso Cassissa, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli, Aleandro Falciglia e Christian Dei si divertono a reinterpretare quello che ormai è diventato un mantra - "che fastidio" - ognuno a modo suo, trasformando la performance in una piccola coreografia di espressioni e caratteri.

@alice_maselli NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0 ❤️🔥 Tutti noi @Tommycassi, @aleandrofalciglia @Adriano Moretti @Alice Lupparelli @Christian Dei e @ditonellapiaga ♬ Che fastidio! - Ditonellapiaga

Nel cast del film - dal 19 marzo in sala con 01 - anche Gian Marco Tognazzi nel ruolo di un papà nostalgico, Sebastiano Somma, Teresa Piergentili, Pascale Reynaud. Senza dimenticare il debutto come attrice della cantante Ditonellapiaga. Immancabile, il cameo Antonello Venditti, che canta e suona al piano 'Notte prima degli esami'.

"È stato il battesimo più bello che potessi ricevere. Essendo la mia prima esperienza, è stato inevitabilmente diverso: mi sono misurata con un mezzo nuovo, con tante persone che osservavano il mio lavoro mentre lo stavo facendo. Di solito sono abituata allo studio, ai miei tempi, ai miei spazi", aveva detto Ditonellapiaga, al secolo Margherita Carducci, in occasione della presentazione del film dell'esordiente regista Tommaso Renzoni, che ha scritto il film con Fausto Brizzi (sceneggiatore e regista del cult 'Notte prima degli esami del 2006). "Devo dire che questo personaggio aveva molte somiglianze con me quando ero ragazzina. C’era un desiderio fortissimo di libertà - ricorda la cantante - la voglia di scardinare le regole e uscire dagli schemi. A volte quella fuga costante, quel senso di ribellione, erano una scappatoia: un modo per evadere dall’emotività e dai rischi che comporta esporsi davvero. Perché quando ti mostri, quando ti apri, c’è sempre la possibilità di essere rifiutata. E quindi di essere ferita”.

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