Daniele Particelli
27 gennaio - 16:18 - MILANO
Colpisce milioni di persone in Europa, provoca deficit cognitivi lievi, ma misurabili e nel tempo può evolvere verso forme di demenza
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Una fase intermedia
Il disturbo cognitivo lieve, noto anche come Mild Cognitive Impairment (Mci), è una condizione sempre più al centro dell'attenzione di neurologi e geriatri perché, secondo studi recenti, rappresenta una fase intermedia tra il normale invecchiamento del cervello e la demenza. Le stime più recenti ci dicono che oltre 950mila italiani soffrono di disturbo cognitivo lieve, mentre se consideriamo l'intera Europa il numero supera i 10 milioni. Non tutte le persone che ne soffrono arrivano a sviluppare una forma di demenza e ora uno studio condotto a livello europeo ci ha fornito qualche dato in più su questo aspetto.
I primi risultati dello studio Ai-Mind, condotto su 1.022 pazienti in 4 centri clinici europei (Madrid, Oslo, Helsinki e Roma) ha rivelato che circa il 10% delle persone con Mci evolve verso una forma di demenza nell'arco di due anni, mentre un ulteriore 20% mostra un declino cognitivo significativo, pur restando formalmente nella diagnosi di disturbo cognitivo lieve.
Cos'è il disturbo cognitivo lieve, quali sono i suoi sintomi e quando può evolvere in demenza?
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