Difesa a tre e Diao centravanti: Como, le mosse di Fabregas per sfatare il tabù Inter

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Cesc vuole battere i nerazzurri per la prima volta. E pensa all'impiego del senegalese come punta

Giulio Saetta

Giornalista

8 aprile - 11:13 - MILANO

Sinigaglia di nuovo teatro delle prove generali per la Champions. Domenica sera arriva l’Inter capolista, ulteriore snodo della cavalcata comasca verso un traguardo al di là delle più alte aspettative. In riva al lago Fabregas non da molto ha già battuto la Roma, approdando per la prima volta a quel quarto posto che il pareggio di Pasquetta a Udine non ha compromesso. Sarà una settimana intensa al centro sportivo di Mozzate dove Cesc studierà e proverà le mosse anti Inter. Contro cui non solo non ha mai vinto ma nemmeno segnato un gol. Un doppio 0-2 la scorsa stagione, raddoppiato all’andata di quest’anno a San Siro a inizio dicembre: 0-4 che ha fatto fragore. C’è stata poi l’ultima sfida poco più di un mese fa al Sinigaglia, andata semifinale di Coppa Italia finita senza reti. Ma partita sui generis, con i nerazzurri in pesante turnover causa derby. Fabregas ci ha abituato a sorprendere nella scelta del modulo e degli interpreti. Non è facile addentrarsi nella sua idea di calcio evoluto. Nelle mille pieghe di una sfida così delicata, il rischio è di perdersi dentro un universo intellegibile se non per super addetti ai lavori. E così, semplificando al massimo, pensiamo ai due maggiori dubbi che turberanno le prossime notti del tecnico spagnolo: difesa a quattro o a tre, centravanti puro o falso nove? 

Poker a San Siro

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All’andata Cesc era sceso a San Siro con il vestito più comodo, il suo prediletto 4-2-3-1, accessoriato con due pedine di esperienza come Posch terzino destro e Morata centravanti. Le cose non erano andate per il meglio, oltre che per la forza dell’avversario, per colpa di episodi sfortunati come l’infortunio del nove spagnolo dopo solo mezzora. Si giustificavano anche così le parole del tecnico spagnolo a fine gara che lo avevano messo alla berlina alla luce del passivo: "Il risultato è pesante, ma calcisticamente non ho visto una grandissima differenza tra le due squadre". Rispetto al poker subìto lo scorso dicembre, qualcosa nel Como è cambiato. Posch, per esempio, è andato in prestito; Addai, impiegato alto a destra, ha finito la stagione per la rottura del tendine d’Achille. Al suo posto però è rientrato il titolare, Diao. La sfida potrebbe decidersi a favore del Como proprio sulla catena di sinistra nerazzurra, la famigerata "Bastoni-Dimarco". Stressandola con la potenza e la velocità del senegalese, che tanto male ha fatto alla Roma di Gasperini, uno che proprio delle fasce fa la sua forza. Morata titolare potrebbe anche essere l’arma a sorpresa preventivata, non è una contraddizione in termini. Nella Pasquetta di Udine è entrato con il piglio giusto, procurando due ammonizioni agli avversari. Nonostante sia ancora a secco in campionato, è pur sempre un centravanti da 177 gol in carriera. Ma anche Diao nove non è da escludere, anzi questa sarebbe la vera novità di stagione, almeno nelle scelte titolari. 

il piano b

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Oppure Fabregas potrebbe mettersi a specchio di Chivu giocando a tre. In questo modo, proprio come contro la Roma, si avrebbe più copertura nella fase di non possesso con l’arretramento a quinti di difesa di Smolcic e Valle. Ma anche più aggressività grazie alla libertà di salire del centrale non impegnato nella marcatura, verosimilmente Ramon, come nel primo tempo contro il Gasp. Con questo assetto, facile anche la rinuncia al terminale offensivo e l’adozione del falso nove a rotazione. Paz, Caqueret e Baturina lo hanno fatto a volte con successo, oltre che con la Roma all’Olimpico contro i cugini laziali. E anche in questo caso con un Diao in più nel motore, che ha spesso ruotato in attacco nell’arco della stessa partita. D’altronde, quando hai in mano materiale così giovane e di qualità, cambiare diventa facile.

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