"Io sono perfettamente d'accordo con Nicola Gratteri per un motivo fondamentale: assieme alle persone perbene che voteranno sì" al referendum, "voteranno sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi". E ciò accadrà "per un motivo fondamentale: gli autori della riforma - in questo momento la campagna referendaria per il sì - partono dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura. Quando ci bombardano di giudizi negativi sulla magistratura - dal caso Garlasco a quello Tortora - parlano male della magistratura, la delegittimano agli occhi del popolo. Parlano alla pancia di coloro i quali hanno interesse per la loro stessa essenza, ad una delegittimazione della magistratura. E questi sono i massoni, i mafiosi, coloro i quali temono il controllo della magistratura". Lo ha detto il magistrato Nino Di Matteo durante la presentazione del libro di Marco Travaglio "Perché No. Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole".
"La mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata", ha affermato il magistrato. "Ci saranno le persone perbene che voteranno sì, ci mancherebbe - ha aggiunto -. Ma io credo che proprio sulla base di questo presupposto i mafiosi e i grandi criminali voteranno sì".
Il figlio di Gelli: "Con la riforma si realizzano le idee di mio padre"
"Mio padre sosteneva che la politica italiana spesso si appropriava delle sue idee" e "la questione della separazione delle carriere non è un tema nuovo e il fatto che oggi sia al centro di un referendum rispecchia la lungimiranza di mio padre". Lo ha detto Maurizio Gelli, figlio di Licio Gelli, capo della P2, in un'intervista al Fatto Quotidiano, sostenendo che col sì al referendum si realizzano le idee portate avanti da suo padre. Questo, sottolinea, "vuol dire che sono attuali e continuano a influenzare il dibattito pubblico". "Mio padre - ha aggiunto - aveva una mente acuta, con una grande visione della politica italiana: sono certo che avrebbe avuto un'opinione molto favorevole su questa riforma". Parlando della riforma del premierato che Giorgia Meloni vorrebbe attuare, Gelli ha poi commentato così: "La proposta di trasformare l'Italia in una Repubblica presidenziale è una questione delicata che richiede un ampio dibattito. Vorrei ricordare che pure il presidenzialismo era già previsto nel Piano della P2". Parlando delle novità emerse dai processi, con il ruolo della P2 nella strage di Bologna, il figlio di Gelli ha concluso affermando che "il padre ha sofferto enormemente a causa di alcune persone che lo hanno calunniato. È essenziale - dice - continuare a cercare la verità su un episodio oscuro della storia".
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