La demenza colpisce oltre 55 milioni di persone nel mondo, con ripercussioni su autonomia e facoltà cognitive. Non tutto però dipende dai geni e dal caso
Giacomo Martiradonna
29 agosto - 11:59 - MILANO
Nel mondo, più di 55 milioni di persone convivono con la demenza, una condizione invalidante che compromette memoria, funzioni cognitive, personalità e autonomia. Si tratta di una delle principali cause di disabilità nella terza età, con un impatto crescente sia sul piano individuale che su quello sociale. Sebbene una parte del rischio sia legata a fattori genetici, una quota rilevante dipende dallo stile di vita. Le abitudini quotidiane giocano infatti un ruolo centrale nella prevenzione della malattia. E tra tutte, ce n'è una davvero a portata di mano: il controllo della pressione.
lo studio sulla Demenza
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Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Medicine ha analizzato gli effetti di un intervento di controllo dell’ipertensione in un’ampia popolazione. Lo studio ha coinvolto quasi 34.000 adulti con pressione elevata, residenti in 326 villaggi rurali della Cina. In metà dei villaggi, è stato attivato un programma mirato: operatori sanitari non medici, appositamente formati, hanno gestito le terapie antipertensive secondo un protocollo a scalini, con supervisione medica. L’obiettivo era raggiungere valori inferiori a 130/80 mmHg. Nei restanti villaggi, la popolazione ha continuato a seguire le cure usuali. I risultati sono stati sorprendenti.
la bassa pressione riduce il rischio di demenza
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Dopo quattro anni, nel gruppo trattato, la pressione sistolica si è ridotta in media di 22 mmHg in più rispetto al gruppo di controllo. Il dato più significativo riguarda però l’incidenza di demenza, risultata inferiore del 15% nei soggetti che hanno mantenuto la pressione sotto controllo. Anche gli eventi avversi gravi sono stati meno frequenti in questo gruppo. Una possibile spiegazione potrebbe essere che il cervello, cui va il 20% del flusso sanguigno totale, è particolarmente sensibile alle variazioni di pressione. Valori pressori elevati a lungo andare danneggiano i vasi cerebrali, favorendo l’insorgenza di microemorragie, ischemie silenti e infiammazione cronica. Tutti processi capaci di accelerare l’atrofia cerebrale e favorire l’accumulo di proteine tossiche, come la beta-amiloide, associata alla malattia di Alzheimer.
Come prevenire la Demenza
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Il valore di questo studio sta anche nella sua impostazione. L’intervento del personale sanitario è stato infatti semplice, decentralizzato e accessibile. In altre parole, è un modello replicabile anche in contesti con risorse limitate. La misurazione e il controllo della pressione arteriosa sono una misura concreta di prevenzione delle malattie neurologiche e, come sempre in medicina, soprattutto in assenza di terapie risolutive, la prevenzione costituisce la strategia più efficace.
Oltre al trattamento farmacologico, esistono buone abitudini per mantenere la pressione entro i limiti raccomandati. Tra questi: ridurre l’assunzione di sale, consumare più frutta e verdura (fonti di potassio e antiossidanti), perdere peso se necessario, smettere di fumare e limitare il consumo di alcol e sostanze eccitanti come il caffè. Imprescindibile inoltre svolgere attività fisica quotidiana. Non serve diventare maratoneti: basta una camminata a passo veloce di almeno 30 minuti al giorno. Infine, attenzione a un sonno regolare e ristoratore e alla gestione dello stress.