Tre Defender DX7-R sono partite alla Dakar 2026, iscritte alla classe Stock riservata ai mezzi derivati dalla serie, allo scopo di dimostrare le reali capacità di un fuoristrada acquistabile da (quasi) tutti
Alessandro Follis
15 gennaio - 16:19 - AL-ULA (ARABIA SAUDITA)
Land Rover è un nome che figura in maniera importante nell'albo d'oro della Dakar, avendo vinto due delle prime tre edizioni con le Range Rover di Alain Génestier e di René Metge. Dopo questi successi, però, il costruttore inglese non ha più assaggiato la vittoria nel rally raid più famoso al mondo, venendo gradualmente surclassata dall'avvento di mezzi sempre più elaborati e meno derivati dalla produzione di serie. Nel 2021 Land Rover ha scelto di sposare la filosofia della house of brands, trasformando in marchi indipendenti Range Rover, Defender e Discovery. Per lanciarsi nel mondo delle competizioni fuoristrada è stata scelta Defender, che più di tutte incarna lo spirito di avventura e di fuoristrada estremo e inarrestabile. Dopo il lancio della Defender Rally Series nel 2022, che ha visto preparare la P300 in versione 90 a passo corto per affrontare brevi rally in territorio europeo, la sfida successiva era il rally raid: per questo è nata la D7X-R, che risponde al nuovo regolamento Stock implementato dalla Fia proprio quest'anno.
Cos'è la classe Stock
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Come ha spiegato Mark Cameron, responsabile del marchio Defender dal 2023: "Il nostro ritorno alle corse era strettamente legato alla possibilità di competere con un'auto derivata dalla serie. Non volevamo costruire un prototipo che avesse poco in comune con la vettura di produzione". Perciò la massima categoria della Dakar e del Mondiale rally raid (W2RC), la Ultimate, non sarebbe stata la scelta giusta per rispondere a questa esigenza. Da tanti anni esisteva una seconda categoria, denominata Stock e identificata con la sigla T2, dedicata alle vetture derivate dalla serie. Tuttavia, il regolamento di questa classe era molto vecchio, immutato da oltre vent'anni, e la partecipazione era ridotta a pochi esemplari di Toyota Land Cruiser e qualche vecchia Nissan Patrol. "Ci siamo seduti al tavolo con la Fia e con Toyota, l'unico altro costruttore impegnato in via ufficiale, per riscrivere il regolamento della classe Stock. La D7X-R è nata in parallelo con questa riscrittura, perciò è stato un lavoro davvero complesso", ha proseguito Cameron. È nata così questa nuova categoria, con l'obiettivo di migliorare significativamente le performance delle auto iscritte mantenendo comunque la stretta derivazione di serie. Da regolamento, infatti, i propulsori utilizzati devono essere quelli standard e per questo è stato scelto il 4.4 V8 biturbo della Defender Octa, opportunamente limitato nella potenza con le flange di aspirazione per farlo scendere a circa 390 Cv senza intaccarne la coppia. Anche Toyota ha realizzato una nuova Land Cruiser per rispettare il regolamento, iscrivendo a sua volta le due vetture preparate da Toyota Auto Body (divisione della casa giapponese che si occupa di carrozzerie) all'intero mondiale W2RC, al quale due Defender prenderanno parte. L'obiettivo della nuova classe Stock è quello di attrarre nuovi partecipanti ed espandere il numero di marchi iscritti.
Obiettivo finire (e vincere)
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Come sempre accade alla Dakar, per concludere primo devi prima concludere. L'obiettivo principale delle tre Defender D7X-R ufficiali schierate da Defender Rally è quello di portare a termine la gara, concludendo davanti alle Toyota. Per farlo sono stati scelti tre equipaggi d'eccezione: Stéphane Peterhansel, vero e proprio Mr. Dakar con 14 edizioni vinte tra moto e auto, navigato da Michael Metge; Rokas Baciuska, giovane prospetto lituano tre volte campione del mondo W2RC tra Challenger e Ssv, navigato da Oriol Vidal; Sara Price, esperta pilota di Baja e già protagonista del mondiale di fuoristrada elettrici Extreme E, affiancata da Sean Berriman. Tutti e tre gli equipaggi hanno dimostrato solidità e grande velocità nella prima settimana di gara, vincendo tutte le speciali e staccando le Toyota di diverse ore. Per il momento, chiaramente, la classe Stock è ancora in via di sviluppo: solo sette vetture hanno preso il via della gara, di cui due vecchie Nissan Patrol che rispondevano al precedente regolamento e pilotate da amatori. La velocità in rapporto agli avversari è indubbia, mentre nella classifica assoluta la situazione è un po' diversa, con una posizione appena all'interno dei primi 50. Qualche problema di affidabilità era prevedibile, vista la gioventù del progetto: la sfida per il successo di Peterhansel si è chiusa all'ottava tappa per via della rottura della cinghia dell'alternatore, che ha impedito al francese di concludere la tappa costringendolo a raccogliere decine di ore di penalità. Sara Price, con le due ore e mezza perse nella tappa 1 per un danno alla sospensione, è uscita subito dalla battaglia per il successo, ma ha guadagnato progressivamente sulle Toyota riportandosi comodamente al secondo posto, sebbene molto staccata dal compagno di squadra Baciuska, finora puntuale come un orologio.









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