"Decida se vuole essere Mandela o Joker": perché tutti ce l'hanno con Vinicius

1 ora fa 1

Da quando giocava in Brasile e lo chiamavano "Malvadeza" ai casi più recenti in Champions, la stella del Real finisce sempre al centro delle polemiche

Furio Zara

Collaboratore

18 marzo - 14:37 - MILANO

Di cosa parliamo quando parliamo di Vinicius. Di un fuoriclasse assoluto, una delle stelle più luminose di questi tempi, ma anche di un giovane uomo di venticinque anni sempre al centro, suo malgrado, della bufera mediatica e dello scandalo. La cronaca di questi anni ci dà la contabilità delle volte - e sono davvero tante - in cui Vinicius è stato bersaglio del razzismo negli stadi d’Europa. E’ stata una litania di offese, insulti, ingiurie, affronti e ululati punteggiata da momenti in cui il brasiliano ha risposto ora incassando, ora sfoderando l’antica e velenosa arte della provocazione, anche a prescindere. È sicuramente una vittima, su questo non si discute. Eppure, siamo qui a domandarci: perché ce l’hanno tutti con lui? Perché è inviso a gran parte del pianeta-calcio? 

 Vinicius Junior of Real Madrid celebrates scoring his team's first goal from the penalty spot during the UEFA Champions League 2025/26 Round of 16 Second Leg match between Manchester City FC and Real Madrid CF at City of Manchester Stadium on March 17, 2026 in Manchester, England. (Photo by Carl Recine/Getty Images)

il film della carriera

—  

Per cercare una risposta, proviamo a riavvolgere il film della sua carriera. Partendo dalla fine, dall’ultimo episodio, da martedì sera. All’Etihad Stadium di Manchester, Vini Jr. è stato protagonista della qualificazione del Real Madrid ai quarti di Champions. Ha segnato una doppietta, ma è finito in copertina per l’esultanza con cui ha festeggiato, prima - dopo il rigore - portando le mani a conca alle orecchie - con Donnarumma che lo invitava a smettere - e poi, al secondo gol, portando il dito alla bocca per zittire i tifosi Citizens e mimando poi un pianto, come chi finge di asciugarsi le lacrime. Scelta non casuale. Poco più di un anno fa - infatti - all’Etihad era comparso uno sbeffeggiante striscione che, citando una hit degli Oasis, recitava così: “Stop crying your heart out". A fianco c’era una foto di Rodri che baciava il Pallone d'oro vinto nel 2024. All’epoca Vinicius non la prese affatto bene. Riteneva di meritare il premio. Il brasiliano e l’intera comitiva del Real Madrid disertarono la cerimonia, rendendosi protagonisti di un gesto arrogante, rozzo e meschino. Vini Jr. postò in quelle ore su X: “Lo farei altre dieci volte se necessario, sono impreparati”. Non fu una buona pubblicità. 

 Vinicius Junior of Real Madrid reacts during the LaLiga EA Sports match between Real Madrid CF and Getafe CF at Estadio Santiago Bernabeu on March 02, 2026 in Madrid, Spain. (Photo by Angel Martinez/Getty Images)

la sostituzione e i cori

—  

Rewind, torniamo indietro nel tempo, alla fine di dicembre del 2022. Durante Real Valladolid-Real Madrid Vinicius viene sostituito e mentre passa davanti al settore dei tifosi avversari, questi simulano cori di scimmie. Lo scandalo è enorme. I responsabili vengono individuati e processati e nel maggio 2025 - due anni e mezzo dopo - un tribunale spagnolo condanna cinque tifosi del Valladolid a un anno di reclusione (pena detentiva sospesa) e a tre di divieto ad entrare negli stadi. Ai cinque viene anche tolto il diritto di voto. È una sentenza storica, poiché per la prima volta gli insulti razzisti rivolti a un calciatore durante una partita vengono riconosciuti come crimine d’odio. Dall’episodio di fine dicembre 2022 passa un mese. Siamo al 26 gennaio 2023, quarti di finale di Coppa del Re, il Real Madrid ha appena vinto il derby contro l’Atletico, ma la Spagna parla d’altro. La mattina dopo, nei pressi del ponte Valdebebas di Madrid, compare un manichino appeso a una trave. Indossa la maglia di Vinicius, sotto c’è uno striscione con scritto “Madrid odia il Real”. Viene aperta un’inchiesta. L’eco della xenofobia di cui è vittima Vinicius arriva in Brasile. L’amministrazione di Rio de Janeiro decide, in segno di solidarietà per Vini Jr., di tenere al buio per un’ora il Cristo Redentore del Corcovado. 

 Lucas Vazquez, Thibaut Courtois and Antonio Ruediger of Real Madrid escort teammate Vinicius Junior off of the pitch after he is shown a red card during the LaLiga Santander match between Valencia CF and Real Madrid CF at Estadio Mestalla on May 21, 2023 in Valencia, Spain. (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

a valencia

—  

Avanti, non è finita. 22 maggio 2023, lo stadio stavolta è il Mestalla di Valencia. A fronte dei continui insulti ricevuti - Ancelotti a fine gara dirà: “Gli urlavano tutti scimmia” - Vinicius si ferma in mezzo al campo, indica un tifoso in tribuna e ne pretende l’allontanamento, altrimenti, fa capire, lui se ne andrà. La partita viene temporaneamente sospesa, poi, dopo una trattativa, riprende. Prima della fine Vinicius viene espulso per un fallo di gioco. Quando esce dal campo viene bersagliato da insulti. Poche ore dopo su X scrive: “Il premio che i razzisti hanno guadagnato è stata la mia espulsione! Non è calcio, è la Liga”. Il presidente della Liga, Javier Tebas, non ci sta e replica passando all’attacco: “Vinicius, poiché quelli che dovrebbero spiegarti cosa può e cosa non può fare la Liga nei casi di razzismo non lo fanno, abbiamo cercato di spiegartelo noi, ma non ti sei presentato a nessuna delle due date concordate che tu stesso avevi sollecitato”. Interviene sulla questione anche Ancelotti: “La Liga ha un problema di razzismo, Vinicius è una vittima”. Al suo fianco anche il presidente della Fifa Gianni Infantino: “Piena solidarietà a Vinicius. Non c'è posto per il razzismo nel calcio o nella società”. Il Mestalla viene squalificato per cinque giornate. Il Valencia reagisce così: “È una punizione ingiusta e sproporzionata”. Inevitabili le polemiche. Suonano lontani i tempi in cui Jorge Valdano, all’inizio della carriera di Vini Jr., scriveva che “Piace perché gioca a calcio con il sorriso e regala gol prodigiosi”.

 Vinicius Junior of Real Madrid celebrates scoring his team's second goal during the LaLiga EA Sports match between Valencia CF and Real Madrid CF at Estadio Mestalla on March 02, 2024 in Valencia, Spain. (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

l'istigazione

—  

Nel mentre si discute di come, con il suo gioco tutto finte e accelerazioni, il brasiliano istighi al fallo gli avversari. È una questione di lana caprina, ma tant’è. Qualcuno ricorda che in Brasile, quando giocava nel Flamengo, aveva un soprannome curioso, “Malvadeza”, ovvero “Il cattivo”, per l’arte diabolica con cui tormenta i difensori quando ha il pallone tra i piedi. Gli viene contestata l’insolenza con cui affronta gli avversari. Va detto: tra i colleghi non è amatissimo. In Spagna fa discutere il diverbio avuto con Koke, capitano dell’Atlético Madrid. Durante un derby del 2025 Vini Jr. gli si è rivolto così: “Io ho vinto due Champions League, tu nessuna”. 3 marzo 2024, ancora al Mestalla un bambino viene ripreso mentre rivolto a Vinicius urla “Mono! Mono!”, “Scimmia! Scimmia!”. Il bambino è seduto sulle ginocchia della madre, una ragazza giovane, che non si cura affatto delle offese del figlio. E anzi, quando una vicina di posto riprende la scena con lo smartphone e chiede che il bambino la smetta, la madre reagisce infastidita. Passano tre settimane, fine marzo, conferenza alla vigilia dell’amichevole tra Spagna e Brasile. Vinicius crolla. E piange davanti ai microfoni. Spiega tra le lacrime che “Io voglio solo giocare a calcio, ma non posso. Perché sento che devo lottare per tutti i neri del mondo che non hanno voce e che soffrono il razzismo sulla propria pelle tutti i giorni. E non si possono difendere. Io so cosa vuol dire”. Avanti, 15 gennaio 2026, alla fine di Albacete-Real Madrid, valida per la Coppa di Spagna, un tifoso di casa, per festeggiare la vittoria dell’Albacete lancia una buccia di banana che finisce ai piedi di Vinicius. 

(FILES) SL Benfica's Argentine forward #25 Gianluca Prestianni hides his mouth while arguing with Real Madrid's Brazilian forward #07 Vinicius Junior who complained about alleged racists insults during the UEFA Champions League knockout round play-off first leg football match between SL Benfica and Real Madrid CF at Estadio da Luz in Lisbon on February 17, 2026. UEFA on February 23, 2026 suspended midfielder Gialuca Prestianni from Benfica's Champions League play-off second leg against Real Madrid this week after he was accused of racially abusing Vinicius Junior. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)

col benfica

—  

(Pen)ultimo episodio prima dei fatti dell’Etihad. È il 17 febbraio 2026, allo Stadio de Luz si gioca Benfica-Real Madrid, 0-1 gol di Vinicius, che esulta inscenando una danza lubrica davanti alla bandierina. Poi il brasiliano segnala all'arbitro un comportamento discriminatorio da parte dell’argentino Prestianni. Dice che l’ha offeso, chiamandolo “Scimmia”. L’arbitro attiva il protocollo antirazzismo e sospende il match per dieci minuti. L’Uefa apre un’inchiesta, Prestianni viene sospeso e dice: “Vinicius mi ha chiamato nano” ammettendo di aver usato, per replicare, un’espressione omofoba, “Maricon”. Mbappè testimonia di aver sentito “almeno cinque volte” Prestianni insultare Vini Jr. con l’espressione “Mono”, “Scimmia”. Anche stavolta: polemiche a non finire. Sostiene Mourinho, allenatore del Benfica, che “Quando segni un gol così, lo celebri in modo rispettoso e torni indietro. In ogni stadio in cui gioca Vinicius succede qualcosa. Sempre.”. È un atto d’accusa. Che fa riferimento ai balli sfrenati e ai sorrisi di scherno con i quali Vini Jr. festeggia i suoi gol. La faccenda rischia di non finire qui. Vittima o provocatore? Secondo un report della Liga, dal 2021 al 2025 ci sono stati ben ventisei (26!) episodi di insulti razzisti rivolti a Vinicius Jr in dieci diversi stadi spagnoli. El Mundo Deportivo di recente ha scritto: “Vinicius deve decidere se vuole essere Mandela o Joker”.

Leggi l’intero articolo