A Castel di Sangro bella vittoria degli azzurri. Lucca tra i protagonisti con una doppietta. Unico neo l'infortunio a Vergara
dal nostro inviato Vincenzo D Angelo
12 agosto 2026 (modifica alle 23:51) - CASTEL DI SANGRO
Chi lo ha detto che con Allegri non ci si diverte? D’accordo, è solo l’ultima amichevole estiva e contro c’era l’Aris Salonicco che ha fatto davvero poco per impensierire il Napoli. Però, nelle sei reti di ieri sera non c’è solo demerito dei greci (6-2 il risultato finale). È un Napoli nuovo, camaleontico, capace di cambiare tre sistemi di gioco e di mantenere sempre equilibrio. Ha subito due gol per due prodezze di Racic (la prima su punizione, la seconda con splendida volée da fuori) ma ha concesso quasi nulla. E poi davanti ha costruito tanto, divertendosi oltre che divertendo. E sono tutti splendidi segnali per Allegri, che ha avuto le risposte che cercava. Unico neo, la sostituzione forzata di Vergara, che ha giocato appena 27’ prima di accusare il riacutizzarsi di una contusione alla tibia sinistra. Nelle prossime ore si capirà di più, ma non sembra nulla di preoccupante. Intanto Max si gode il bello di una serata che lascia negli occhi dei tifosi azzurri tanta speranza. E che potrebbe riscrivere anche il futuro di Lorenzo Lucca, protagonista con una doppietta, importante soprattutto per il morale.
DI NUOVO RE
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Ma l’arma in più del Napoli è Kevin De Bruyne, anche lui autore di una doppietta e protagonista assoluto della ripresa in cui ha preso anche un palo da cui è nato poi il secondo gol di Lucca. Max gli ha affidato le chiavi dell’attacco e re Kevin è tornato a sorridere, proprio come desiderava. È entrato a inizio ripresa insieme a Vergara e Allegri è passato dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con De Bruyne alle spalle della prima punta. Poi il Napoli è passato anche a un 3-4-2-1 molto offensivo, con Giovane e Lang – due attaccanti – a tutta fascia e la coppia Vergara-De Bruyne a supporto di Lucca. È stato il momento più esaltante, con tante occasioni create. Kevin ha colpito prima su assist di Politano, poi grazie a una bella giocata a destra di Giovane, con scarico al centro e conclusione vincente. De Bruyne sembra rinato: già nel primo tempo, mentre osservava i compagni dalla panchina aggiuntiva, ha avuto modo di parlare, sorridere e confrontarsi con Allegri. E quando è entrato, si è notata da subito la voglia di incidere. De Bruyne vuole riprendersi il Napoli e diventare per Max ciò che Modric era per il Milan lo scorso anno. Qualità, leadership e fantasia al potere: non è mai una brutta idea.
buone indicazioni
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Sembra lontanissima l’intervista rilasciata prima del mondiale in cui Kevin dubitava del suo futuro a Napoli. Voleva divertirsi, disse. E sembra che i presupposti ci siano tutti. Soprattutto, c’è grande libertà di agire sulla trequarti, più vicino alla porta e con meno compiti di copertura. Certo, nel 4-3-3 di partenza, però, non c’era posto per Kevin. Max è un allenatore che ama ruotare molto gli uomini e gestire le energie: poter pescare dalla panchina un De Bruyne così, potrebbe diventare un bel lusso. Ieri si è rivisto Gilmour titolare in mezzo al campo: 45’ importanti per mettere benzina nelle gambe, tra i soliti Anguissa e McTominay. Anguissa è tornato il motore del Napoli, Scott ha ritrovato il gol (2-1, assist di Alisson) ed è un bel segnale in vista del via del campionato. Bene anche la coppia difensiva Rrahmani-Rafa Marin, col kosovaro che ha sbloccato il match con una bella conclusione da fuori area. Insomma, Allegri lascia l’Abruzzo col sorriso sulle labbra e la sensazione che la sua creatura stia crescendo davvero bene. Con un De Bruyne così, c’è molto da essere… allegri.








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