David lancia segnali, Vlahovic ancora ai box: Juve, cosa fare con gli attaccanti?

2 ore fa 3

Il gol segnato dal canadese contro il Bologna, dopo un digiuno di 77 giorni, rilancia il dibattito sulla composizione del reparto offensivo bianconero nella prossima stagione e il testa a testa con il serbo

Fabio Russo

Giornalista

20 aprile - 21:09 - MILANO

Può il secondo miglior attacco del campionato essere quasi totalmente precario? È il paradosso della Juve, che, con i 57 gol segnati (45 dei quali da quando Spalletti siede sulla panchina bianconera), è, assieme al Como, la formazione capace di realizzare più reti in Serie A dietro l'inarrivabile Inter (78). Eppure, non ha certezze in vista della prossima stagione. Certo, nessuno dei centravanti è stato in grado, al momento, di andare in doppia cifra in stagione (l'unico della rosa juventina è Yildiz) e l'ex ct ha dovuto ricorrere a ben 18 marcatori diversi (secondo solo al Napoli, 19) per trovare vie alternative verso il gol. Contro il Bologna, però, Jonathan David ha ritrovato la gioia dell'esultanza 77 giorni dopo l'ultima volta, dando segnali di risveglio. Con Openda e Milik destinati ad andarsene nella prossima estate per motivi diversi e Vlahovic ancora ai box per l'infortunio al soleo, una domanda gira nel mondo dei tifosi juventini: oltre alla punta che verrà acquistata sul mercato, su chi altro vale la pena puntare per l'anno prossimo?

come va la juve con jonathan david

—  

La forte sensazione è che, del reparto offensivo della Juve 2025/26, infatti, è che ne resterà soltanto uno tra il serbo e il canadese. L'ex Lilla con il gol-lampo segnato a Ravaglia ha raggiunto quota 10 tra gol (6) e assist (4) in questo campionato, arrivando a questo traguardo per la sesta stagione di fila. Come solo, oltre a lui, Erling Haaland e Amine Gouiri del Marsiglia tra i nati dopo il 2000. "Ha rincorso tutti", lo ha elogiato Spalletti dopo la gara, ma, nonostante ciò, le sue caratteristiche non corrispondono proprio a quelle preferite dall'ex ct. L'allenatore della Juve rimprovera a David di essere poco deciso, cattivo e feroce in campo, sia nel difendere il pallone che nell'attaccare l'area di rigore. Una conferma arrivata anche nella serata del ritorno al gol all'Allianz: il canadese ha fatto 3 sponde e recuperato 3 palloni, ma ha vinto appena 2 duelli sui 13 affrontati tra a terra e di testa. È innegabile, però, che grazie al suo movimento incontro e su tutto il fronte offensivo, la Juve spesso esprima un calcio migliore e che diversi compagni (McKennie in primis) beneficino degli spazi liberati dall'ex Lilla.

spalletti e la preferenza per vlahovic

—  

Al contrario, Dusan Vlahovic nella testa di Spalletti, che non lo ha quasi mai avuto a disposizione, avrebbe le caratteristiche giuste per risultare il terminale a cui appoggiare il suo gioco. Sul serbo, però, insistono dubbi di natura fisica: ha giocato 11' negli ultimi 5 mesi e si è subito fermato appena dopo il rientro in campo. Anche per questo, in attesa di risposte dal campo (il numero 9 vuole provare a rientrare almeno in panchina domenica a San Siro), la Juve ha rallentato i dialoghi per il rinnovo del contratto con papà Milos. L'offerta bianconera è di un accordo breve di 1-2 anni a meno della metà dei 12 milioni netti all'anno attuali, che permetterebbe di "riacquistare" il centravanti a cifre nettamente più contenute rispetto a quelle che occorrerebbero per reperirne un altro sul mercato. E c'è pure un altro aspetto da non sottovalutare: Jonathan David e Vlahovic percepirebbero lo stesso ingaggio (circa 6 milioni) l'anno prossimo, ma il canadese, arrivato a parametro zero l'estate scorsa, in caso di partenza garantirebbe una ricca plusvalenza. Ecco, allora, che forse la risposta più probabile alla domanda su chi resterà tra i due alla Juve potrebbe essere più semplice del previsto...

Leggi l’intero articolo