Gli azzurri hanno battuto gli Usa a casa loro nel World Baseball Classic, nel rugby abbiamo sconfitto gli inglesi, inventori del gioco. Ma nello sport nazionale arranchiamo
Non si capisce più una mazza. In senso letterale. Abbiamo sconfitto gli Usa a baseball, in casa loro, a Houston, nel World Baseball Classic: 8-6. Li avevamo già battuti altre volte, ma sempre formazioni minori, stavolta schieravano il Dream Team, compresa la stella Aaron Judge che guadagna 40 milioni di dollari all’anno. Ok, i nostri sono quasi tutti italo-americani, ma che c’entra? Il sangue è genuino e in panchina avevano pure la macchinetta per il caffè, ad ogni fuoricampo, Vinnie Pasquantino serviva bicchierini. Gente, abbiamo battuto gli americani a baseball, Joe DiMaggio, Marilyn e quella roba lì, la loro religione, abbiamo pregato meglio di loro, abbiamo disegnato topolini meglio di Walt Disney. E una settimana fa abbiamo fatto il tè meglio degli inglesi, per la prima volta nella storia, abbiamo sconfitto a rugby i nipotini di William Webb Ellis, gli inventori del gioco. Da stropicciarsi gli occhi.
calcio a picco
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E il basket? Simone Fontecchio è entrato nella storia Nba. Un po’ di striscio, però è storia. I 18 punti di Simone (Miami Heat) contro Washington, sommati agli 83 di Bam Adebayo, fanno 101. A parte il match dei mitici 100 punti di Wilt Chamberlain, nel ’62, nessuna coppia aveva mai superato i 100 punti, neppure Magic-Jabbar, neppure Jordan-Pippen. Baseball, rugby, basket… Tutto questo mentre nel calcio, la nostra religione, continuiamo a prendere mazzate. Dopo i 4 gol beccati dalla Nazionale, i 5 dell’Inter e della Juve e i 6 del Napoli, ecco i 6 dell’Atalanta. Spazzati via dalla Champions. Colpa del surriscaldamento? Dell’ozono? Di sicuro, non ci sono più le stagioni di una volta.








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