Un giro sui profili del francese per scoprire che il tennis è molto, ma non tutto: tra le note di Einaudi, il lavoro nella bottega di famiglia a Metz e quel legame nato a San Siro con Jannik
Un giro sui profili di Ugo Humbert per scoprire che il tennis è molto, ma non tutto. Una capatina su Instagram per sbirciare l’account del francese, alla ricerca dei post del cuore. Quelli in evidenza. Ce n’è uno solo. Una foto degli ottavi raggiunti a Wimbledon al primo tentativo? Un ricordo della finalissima contro Zverev a Bercy? Un festeggiamento di uno qualsiasi dei 7 titoli Atp vinti finora? Macché: lui che sorride alla telecamera spiegando “Un po’ di tempo per la mia seconda passione” e giù ad attaccare Una Mattina di Einaudi al pianoforte, colonna sonora di quel Quasi Amici che forse è anche la definizione del suo rapporto con Sinner. Dopotutto si conoscono dalla notte dei tempi: un Challenger a Ortisei, un giro insieme sul prato di San Siro, un paio di precedenti risalenti a qualche anno fa. E un terzo incrocio alle porte: Ugo Humbert è l’avversario con cui Jannik debutta a Montecarlo.
dalla macelleria
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Si dice che dalle parti di Metz chiedere di Humbert significhi ritrovarsi non su un campo da tennis, ma… in una macelleria. Quella di famiglia, dove il classe ’98 ha dato una mano ai genitori a servire i clienti, quando c’era tempo: pare sia trafficatissima, una delle più chiacchierate della città. Papà e mamma un esempio col loro lavoro, il tennis come sogno fin da piccolo: Ugo cresce così, facendo spazio, alle soglie dell’adolescenza, a una tastiera da cui ancora oggi non si separa. Si fa male a Poitiers, durante i primi giorni di ritiro coi tecnici federali, e nel pianoforte scarica le tensioni quotidiane: “La musica è fondamentale, mi distrae dal tennis. A 11 anni ero il francese più forte fra i miei coetanei, ma l’infortunio mi rallentò per più di un anno. Il pianoforte mi ha aiutato”.
con sinner a milano
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La gestione delle energie è uno dei fattori su cui devono lavorare i tecnici col giovane Humbert: “Non devo andare fuori giri, mi sto abituando al gioco” raccontava anni fa, nel pieno della maturazione. Di lui i coach dicevano che volesse abbreviare lo scambio in continuazione, rintontire l’avversario di drop e back: aggiungere un filo di colore, da buon pianista. Qualità non ha perso, anzi: ma per sopravvivere nel circuito gli servivano anche muscoli e solidità da fondo campo. Come quelli che apprezza un pomeriggio al Challenger di Ortisei, dove osserva Sinner: “Mi sembrava forte nello scambio, sei mesi dopo era in top 100. Lo vedi giocare e sembra immerso in una bolla, non ti lascia tempo né sul dritto né sul rovescio, sa sempre metterti pressione” diceva di lui qualche tempo fa. I due si annusano durante l’esperienza alle Next Gen Finals di Milano, nel 2019: hanno in comune la passione per il calcio, così sorridono a trentadue denti (soprattutto l’azzurro) quando il Milan invita loro e gli altri sei finalisti a San Siro per il match contro la Lazio. Humbert tifa Metz ma strizza l’occhio al Psg, complice l’amicizia col Pallone d’oro Ousmane Dembelé. E sul campo da tennis come va a finire? Vince il francese: è l’ultimo incrocio del round robin, di fatto inutile perché Sinner è già primo e Humbert eliminato. Ma l’azzurro prende ugualmente nota.
cavalcata a bercy
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Jannik segna e ripassa all’incrocio successivo. Ovvero a Roma, maggio 2021: qua l’altoatesino pareggia il conto dei testa a testa con un 6-2 6-4 perentorio. È l’ultimo match giocato fra i due: l’azzurro in cinque anni vive l’exploit che tutti conosciamo, il transalpino coltiva l’invidiabile score di sei finali giocate e altrettante vinte, da Auckland 2020 a Dubai 2024, fra cui spiccano un paio di titoli 500. A livello 1000 vive l’esperienza più esaltante in casa, sul veloce indoor di Bercy 2024 quando si fa strada fino alla finalissima eliminando tra l’altro Alcaraz: cade all’ultimo atto contro Zverev che a fine match ammette: “Il pubblico qua è molto più caldo del Roland Garros”. Humbert riceve un tifo da Coppa Davis ed esce fra gli applausi.
LA FIDANZATA E… NADAL
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Il tennis segue Ugo anche lontano dai campi, considerando che è una professionista della racchetta pure la fidanzata Tessah Andrianjafitrimo. I due saranno meno chiacchierati di altre coppie del circuito, ma sono fra i pochi a poter affermare che l’una è stata coach dell’altro: è accaduto a Marsiglia 2024, quando Humbert si è ritrovato senza l’allenatore Chardy e all’angolo ha ascoltato per tutta la settimana i consigli della partner. Con esiti straordinari, considerando che il titolo da 250 punti lo ha vinto lui: “Team vincente, che settimana!” postavano i due estasiati sui social. Dei 7 titoli portati a casa, nessuno è arrivato su terra. Ma Humbert ha garantito miglioramenti pure lì: “A Montecarlo ho raggiunto i quarti di finale una volta, è una superficie su cui posso giocare bene, anche se so che non sia la migliore. Come sono migliorato? Ho guardato molti video di Nadal, mi sono concentrato sui suoi movimenti”. Per forza, con Rafa si è pure allenato: Anno Domini 2022, il francese spinge ai massimi storici nell’unico parziale giocato e vince 6-2: “Il miglior set della mia vita” sorrideva ripensandoci. Ora gli serve il bis.










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