Dalla Fiat 600 alla Seicento, quasi mezzo secolo per lo stesso motore

2 ore fa 1

Emilio Deleidi

14 marzo - 10:15 - MILANO

Nato per la celebre utilitaria del 1955, che diede il via alla motorizzazione di massa in Italia, il 4 cilindri Fiat 100 progettato da Dante Giacosa venne adottato su una lunga serie di popolari utilitarie come 850, 127 e A112, fino alla prima generazione di Panda e Uno, per arrivare fino al 2001 con i modelli prodotti all'estero

1 di 6:

Motore Fiat 100, il capolavoro di Dante Giacosa

Metà anni Cinquanta del secolo scorso, l’Italia è in piena corsa dopo i traumi della Seconda guerra mondiale e un intero Paese da ricostruire. Nonostante le tensioni internazionali che permangono (il conflitto condotto dagli Stati Uniti in Corea, il confronto muscolare tra gli Usa e l’Urss), l’economia riparte. Merito anche dei Piani di sviluppo che vedono gli Stati ricchi favorire la ripresa in quelli – soprattutto europei – messi in ginocchio dalle distruzioni belliche, anche con lo scopo di arginare una possibile diffusione del comunismo. L’Italia ne beneficia con il cosiddetto piano Marshall e, dopo anni di privazioni, la popolazione assapora un relativo benessere. La produzione industriale diventa più corposa, migliora il tasso di occupazione, si registrano forti movimenti migratori dal Sud verso le fabbriche del Nord, Torino, Milano e Genova danno origine al “triangolo industriale” settentrionale. Grazie alle maggiori risorse, torna la voglia di viaggiare e lo strumento principe per spostarsi è l’automobile. Il problema è che il maggiore costruttore italiano, la Fiat, non può continuare a proporre alla borghesia un modello come la prima 500, conosciuta come Topolino, nata nel 1936, relativamente popolare e di successo, ma ormai obsoleta. Serve qualcosa di inedito, moderno ed economico, che deve andare in produzione rapidamente e su vasta scala. Per fortuna, a Torino lavora già dal 1928 un ingegnere romano, laureatosi ancora giovanissimo al Politecnico della città piemontese: si chiama Dante Giacosa, ha maturato esperienze nel reparto aviazione dell’azienda per poi passare all’automobile, dove ha concepito proprio la Topolino, dimostrandosi tecnico di grande levatura. Al punto da creare poi alcuni dei più grandi best seller della Casa torinese: 600, Nuova 500, 1100, Autobianchi A112, per citarne qualcuno.

Continua

Leggi l’intero articolo