Dal tennis al ciclismo: quanto influiscono i problemi di vista nelle prestazioni sportive?

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Come spiega il professor Loperfido "l'impatto è direttamente proporzionale alla qualità della visione. E ogni sport richiede capacità visive differenti"

Francesco Palma

2 luglio - 08:47 - MILANO

Quando si parla di sport si pensa quasi sempre all'impatto di forza, resistenza, velocità o preparazione atletica sulla prestazione. Molto più raramente si considera il ruolo della vista: dalla capacità di seguire una palla in movimento alla percezione degli spazi, fino al coordinamento tra ciò che si vede e il movimento del corpo. Lo ha spiegato il professor Francesco Loperfido, Responsabile del Servizio di Oftalmologia Generale dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e oftalmologo della Commissione Difesa Vista, tra i protagonisti di Exercise for Health, il convegno dedicato al ruolo dell’esercizio fisico come pilastro fondamentale della prevenzione e della cura.

Il dottor Francesco Loperfido

Perché una buona vista può migliorare le prestazioni sportive

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Secondo Loperfido, il rapporto tra vista e sport è molto più stretto di quanto si pensa: "L'impatto è direttamente proporzionale alla qualità della visione. Il coordinamento tra occhio e corpo umano è fondamentale. Ogni sport richiede capacità visive differenti: alcuni privilegiano maggiormente l'acuità visiva dinamica, altri la visione centrale più che quella periferica (ad esempio il tiro al piattello). Un difetto visivo può condizionare in modo importante la qualità della prestazione sportiva. Anche un piccolo difetto non corretto o ipo corretto può fare la differenza, soprattutto negli sport dove i tempi di reazione sono ridottissimi. Un soggetto miope che non corregge perfettamente la propria vista e conserva anche soltanto mezzo grado di miopia residua può avere uno scatto ritardato rispetto a un atleta che vede perfettamente. Nel calcio, nella pallavolo o nel basket anche frazioni di secondo possono fare la differenza".

Ogni sport richiede capacità visive diverse

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Com’è risaputo, ogni disciplina richiede abilità differenti, e questo vale anche per la vista: "I requisiti visivi generali nello sport comprendono l'acuità visiva, sia statica sia dinamica, la sensibilità al contrasto, la visione periferica e la visione binoculare. Nella pallavolo e nel basket, ad esempio, la visione periferica assume un ruolo centrale. Un pallavolista deve ricevere un passaggio, valutare la posizione dei compagni e degli avversari e schiacciare nel giro di pochi istanti. Negli Stati Uniti esistono programmi di visual training che allenano in modo specifico la visione periferica proprio per migliorare questo tipo di prestazioni Nel tennis, invece, entra in gioco soprattutto il coordinamento visuo-motorio. Quando una palla viaggia a velocità elevate, l'occhio deve percepire in pochi istanti dove cadrà e il corpo deve reagire di conseguenza. Questo coordinamento tra ciò che si vede e il movimento è fondamentale per esprimere il massimo delle proprie capacità. Un altro aspetto importante riguarda la sensibilità al contrasto e la capacità di adattarsi ai cambiamenti di luce: pensiamo a un giocatore che viene improvvisamente abbagliato dal sole. La rapidità con cui recupera una visione ottimale può influenzare direttamente la sua prestazione. Allo stesso modo un pilota di Formula 1 deve gestire velocità elevatissime e continui spostamenti della testa dovuti alle forze centripeta e centrifuga che agiscono sul collo durante la guida. In questi casi diventano fondamentali i movimenti oculari e il coordinamento visuo-motorio di adattamento che è diverso per il pilota di auto rispetto al motociclismo in cui il pilota si inclina con la moto per cui l’adattamento visivo cambia Anche il ciclismo richiede adattamenti particolari, perché il ciclista professionista mantiene una posizione molto inclinata in avanti e deve sviluppare un campo visivo estremamente ampio pur mantenendo la testa sollevata. Lo stesso vale per lo sci: quando si scia ad alta velocità cambia completamente il rapporto tra il baricentro del corpo proteso in avanti e direzione dello sguardo nella discesa ripida. Sono esigenze visive molto diverse rispetto a quelle richieste nel basket, nella pallavolo o nel tennis".

Ciclista

Come i problemi di vista influenzano la postura degli sportivi

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La salute degli occhi non influenza soltanto le prestazioni sportive ma anche postura ed equilibrio. "Esiste un rapporto molto stretto tra visione e postura" spiega Loperfido: "Lo osserviamo frequentemente anche nello sport. Pensiamo, ad esempio, alla ginnastica artistica o nel pattinaggio a rotelle sincronizzato o agli esercizi sulla trave, dove il minimo errore di coordinazione può compromettere l'esecuzione. Difetti visivi non corretti possono modificare il modo in cui il corpo si posiziona nello spazio: in presenza di differenze visive tra un occhio e l'altro possono comparire adattamenti posturali. Non è un caso che i posturologi richiedano spesso una visita oculistica quando si trovano davanti a problematiche difficili da spiegare. Il motivo è che la stabilità del corpo dipende anche dal continuo dialogo tra occhi e sistema vestibolare: esiste un rapporto molto stretto tra visione, equilibrio e percezione dello spazio. La visione centrale, quella periferica e il sistema vestibolare lavorano insieme per permetterci di orientarci correttamente nell'ambiente. Infine, anche i muscoli oculari svolgono un ruolo importante. Quando il coordinamento della muscolatura oculare non è perfetto possono comparire alterazioni posturali e difficoltà nel coordinamento visuo-motorio".

Esiste anche una stanchezza visiva degli sportivi

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Così come si parla di affaticamento muscolare, secondo Loperfido si dovrebbe parlare più spesso anche di affaticamento visivo: "Pensiamo a un tennista professionista che gioca per due o tre ore. Durante tutta la partita deve seguire continuamente una palla che si muove ad alta velocità e reagire in tempi rapidissimi. Questo comporta uno sforzo importante anche per gli occhi. A lavorare continuamente è soprattutto il muscolo ciliare, che permette di mettere a fuoco a distanze differenti. Nel corso di una partita il sistema visivo passa continuamente dalla visione da lontano a quella intermedia e più ravvicinata. È un'attività molto intensa che può provocare un vero affaticamento visivo, spesso sottovalutato rispetto a quello fisico".

Tennista

Lo sport può allenare anche le capacità visive

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Il rapporto tra vista e sport è bidirezionale. Se una buona vista migliora le prestazioni sportive, anche l'attività sportiva può contribuire a sviluppare alcune capacità neurovisive: "Quando alleniamo l'acuità visiva attraverso programmi di visual training, sia per la visione centrale sia per quella periferica, miglioriamo il coordinamento tra occhi e corpo e in particolare il coordinamento occhio-mano e occhio-piede. Migliorando l'acuità visiva e gli esercizi dedicati agli occhi possiamo ottenere benefici anche sulla postura e sulla capacità di rispondere alla fatica fisica" conclude Loperfido.

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