Ogni anno negli Stati Uniti si registrano almeno 30 morti (e più di 300 feriti gravi) a causa delle scariche elettriche. Per questo, da anni, è in vigore un rigido protocollo applicato a tutti gli eventi outdoor e che potrebbe causare anche lo spostamento del GP della Florida previsto per domenica
Bufera in vista e allerta meteo. Non esattamente il bentornato che la Formula 1 si aspettava dopo lo stop forzato del mese di aprile. A maggior ragione da quello che in America chiamano Sunshine State, letteralmente 'lo stato del sole', che però, almeno per il weekend, rischia di diventare il regno dei fulmini. Il maltempo in arrivo, con picco previsto proprio per la giornata di domenica, tiene con il fiato sospeso il paddock di Formula 1: Fia e scuderie stanno monitorando la situazione ora dopo ora e, tra le opzioni sul tavolo, ci sarebbe anche quella di un possibile cambio di orario proprio per sfuggire all'occhio del ciclone. Lo hanno confermato gli stessi piloti nel media day, manifestando le proprie perplessità per l'assetto da bagnato previsto dal nuovo regolamento che, di fatto, nessun team ha ancora avuto possibilità di provare in gara. Ma il vero tema riguarda la sicurezza di atleti e spettatori: perché il cosiddetto 'Weather Delay' è così diffuso in America? Per capirlo dobbiamo dare un'occhiata alle normative vigenti negli Stati Uniti.
come funziona il weather delay
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Gli appassionati di calcio ricorderanno le continue interruzioni al Mondiale per club della scorsa estate ogni qual volta il cielo sopra gli impianti si faceva improvvisamente plumbeo e denso di nubi. Si tratta del 'Weather Delay', la sospensione o il rinvio di un evento sportivo che si svolge all'aperto nel caso le condizioni meteo si facciano avverse. Nello specifico, i piani di sicurezza stilati dal Centers of Disease Control and Prevention e dal National Weather Service prevedono che tutte le manifestazioni outdoor vengano sospese al verificarsi di uno dei seguenti casi:
- fulmini, lampi o tuoni nel raggio di 10 miglia dall'impianto
- venti superiori ai 65 km/h
- visibilità inferiore ai 100 metri
- impraticabilità di pista/terreno di gioco
Una volta sospeso, l'evento può riprendere dopo un intervallo di almeno 30 minuti, ovviamente in assenza delle sopracitate condizioni. In tal caso, il conteggio riparte da zero. Il protocollo viene applicato così rigidamente perché - secondo le statitiche del National Weather Service - ogni anno negli Stati Uniti si registrano almeno 30 morti e più di 300 feriti gravi causati dai fulmini. E, in questo senso, la Florida detiene il triste primato nazionale.
il caso di benfica-chelsea
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Il 'Weather Delay' più famoso della storia del calcio si è verificato durante Benfica-Chelsea, gara giocata la scorsa estate a Charlotte e valida per gli ottavi di finale del Mondiale per club. In quel caso, la partita venne sospesa al minuto 86 sul risultato di 1-0 per i Blues: due ore di break (nonostante, alla fine, il temporale avesse poi risparmiato il Bank of America Stadium...) e, al rientro in campo, il pari-lampo (è proprio il caso di dirlo) dei portoghesi. La gara, iniziata alle 22 ora italiana, si era così protratta ai supplementari (4-1 per gli inglesi il finale) con il triplice fischio arrivato quasi cinque ore dopo, precisamente alle 2.38. Una circostanza che aveva portato l'allora allenatore del Chelsea Maresca a sfogarsi così: "Non è più calcio: se in America ci sono questi problemi, meglio giocare altrove". Già. E infatti, tra poche settimane, inizierà il Mondiale nordamericano. Tra le città ospitanti non potevano mancare Miami, Atlanta, Dallas e Houston. Tutte a forte rischio metereologico, of course.









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