Sarà operativa, a partire dal 7
luglio, la piattaforma informatica per l'invio delle
comunicazioni di accesso al credito d'imposta destinato alle
attività di design e ideazione estetica. La misura dispone di
una dotazione di 60 milioni di euro per il 2026 e il credito
d'imposta è pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un tetto
massimo di 2 milioni di euro per impresa. È utilizzabile in
un'unica quota annuale. Secondo il ministro delle Imprese e del
Made in Italy Adolfo Urso, viene messo "a disposizione delle
imprese uno strumento concreto per sostenere creatività,
progettazione e capacità manifatturiera, rafforzando una misura
molto attesa dal settore moda, pilastro indiscusso del nostro
Made in Italy". Secondo le indicazioni contenute nell'allegato
al decreto ministeriale del Mimit che l'ANSA ha visionato, sono
diverse le tipologie di spese ammesse, da quelle per il
personale ai canoni di locazione, alle spese per la consulenza.
Ecco in dettaglio le indicazioni: - Spese per il personale
titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo
o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente
impiegato presso le strutture produttive dell'impresa nello
svolgimento delle attività di design e ideazione estetica
ammissibili al credito d'imposta, nei limiti dell'effettivo
impiego in tali attività. - Spese di personale relative a
soggetti di età non superiore a trentacinque anni, al primo
impiego, in possesso di una laurea in design o altri titoli
equiparabili, assunti dall'impresa con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei
lavori di design e innovazione estetica. - Quote di
ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione
semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili
utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica
ammissibili al credito d'imposta, compresa la progettazione e
realizzazione dei campionari. - Quote di ammortamento, canoni
di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese
relative ai software utilizzati nelle attività di design e
innovazione estetica ammissibili al credito d'imposta, compresa
la progettazione e realizzazione dei campionari. - Spese per
contratti extra-muros aventi a oggetto il diretto svolgimento
delle attività di design e innovazione estetica da parte di
soggetti commissionari non appartenenti al gruppo d) spese per
servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati
esclusivamente per lo svolgimento delle altre attività
innovative ammissibili al credito d'imposta. - Spese per
materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle
attività di design e innovazione estetica ammissibili al credito
d'imposta.
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