Nata come innovazione per aziende e professionisti, sta diventando mainstream l'intelligenza artificial agentica, la cosiddetta Agentic AI. E' una evoluzione dei chatbot tradizionali che da supporto conversazionale si trasformano in sistemi capaci di pianificare azioni, utilizzare strumenti esterni e portare a termine compiti complessi. Insomma, l'IA che non solo crea ma agisce in autonomia, non senza rischi per la sicurezza informatica.
Entro il 2030, la società di analisi Omdia stima che gli agenti rappresenteranno il 31% dell'intero mercato dell'IA generativa. A scuotere il settore ci ha pensato OpenClaw (già noto come Clawdbot e Moltbot) che permette a chiunque di installare sul proprio computer un agente personale, il creatore Peter Steinberger è stato prontamente cooptato da OpenAI a febbraio.
La stessa casa madre di ChatGpt ha sviluppato Agent che può gestire attività in diversi contesti d'uso. Google Gemini persegue invece la visione in cui l'agente IA è un intermediario attivo all'interno di un'infrastruttura che comprende motori di ricerca, mappe e servizi di posta elettronica. In prospettiva, questa integrazione potrebbe essere uno dei fattori più forti nella diffusione dell'agentic AI, perché sfrutta un ecosistema già abituale per milioni di persone. E così fa Microsoft, che con Copilot Studio permette alle aziende di creare dei propri agenti, da quello che analizza le spese mensili alla creazione di bilanci e gestione del personale. Mentre tra i nuovi attori del panorama del settore c'è Perplexity che con Computer ha lanciato un sistema di agenti progettato per utilizzare software, navigare sul web, programmare ed eseguire autonomamente flussi di lavoro.
Gli agenti autonomi di IA si stanno così diffondendo a macchia d'olio nell'uso comune più velocemente di quanto possiamo accorgercene. Ancora per Omdia, hanno avuto un tasso di crescita annuale del 175%, quasi doppio rispetto al picco registrato dai modelli generativi iniziali, con un boom partito dall'autunno del 2022, al lancio di ChatGpt. Un recente rapporto di PwC indica che l'88% dei dirigenti ha pianificato un aumento dei budget destinati all'IA specificamente per implementare soluzioni agentiche, mentre il 79% delle organizzazioni dichiara di aver già avviato l'integrazione di questi sistemi. L'IA agentica rappresenta però anche un rischio per la sicurezza informatica, visto che si muove in ambiti sensibili che ricadono nelle attività classificate "ad alto rischio" dalla normativa europea AI Act. L'Enisa, l'agenzia dell'Ue per la cybersicurezza, nel report annuale 'Threat Landscape' ha analizzato l'emergere dell'automazione guidata dall'IA come una delle principali minacce per le infrastrutture critiche europee, sottolineando il passaggio da attacchi statici a quelli dinamici. Per l'azienda di sicurezza CrowdStrike, grazie all'automazione delle operazioni con l'IA, oggi un hacker può compromettere un sistema informatico in 29 minuti. Un anno fa, la stima era poco meno del doppio, 48 minuti.
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