D'Aversa: "Toro, a Pisa dobbiamo iniziare a cambiare marcia anche in trasferta"

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"I toscani hanno vinto col Cagliari malgrado l'uomo in meno e noi veniamo dai ko con Milan e Napoli. Peccato per l'infortunio di Zapata, ma sarà una chance per Adams o Kulenovic"

4 aprile - 16:41 - TORINO

Tre occasioni per dare una svolta alle ultime otto gare di campionato. Domani, giorno di Pasqua, il Torino sarà impegnato a Pisa contro l’ultima in classifica, e nelle gare successive affronterà il Verona in casa (sabato 11) e la Cremonese fuori (domenica 19). Il tecnico Roberto D’Aversa inquadra subito senso e obiettivi del trittico. "Iniziano tre partite fondamentali - commenta -. E guai a pensare che contro il Pisa sia un impegno semplice: nell’ultima partita hanno battuto il Cagliari in inferiorità numerica. Il risultato ci serve sia per la classifica, sia per dare una marcia diversa al nostro cammino fuori casa, dove veniamo da due sconfitte sotto la mia gestione. Ci serve un risultato per affrontare il resto del campionato in modo diverso e per avvicinarsi il più possibile al nostro obiettivo". 

Senza Duvan

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Ci si ritrova dopo la pausa per le nazionali. D’Aversa evita di entrare sul tema-nazionale dopo il mancato accesso al Mondiale: si limita a un saluto a Gattuso - "Mi dispiace per lui, ci mette sempre tanta passione" - e fa il punto sulla condizione dei granata. "Dopo le finestre internazionali c’è sempre l’incognita su come si ripartirà. Abbiamo lavorato con chi è rimasto cercando di migliorare l’aspetto fisico, ma non solo. In questi casi, viste le tante assenze - 11 membri della prima squadra lontani da Torino, ndr - ci si concentra più sull’aspetto individuale che sul concetto di squadra. Comunque abbiamo lavorato benissimo". Il Torino va in Toscana senza Duvan Zapata, che si è fermato per un problema alla coscia destra. Nelle ultime quattro gare aveva segnato due gol, mostrando alcuni lampi del gioco che era in grado di offrire prima del grave infortunio al ginocchio sinistro dell’ottobre 2024. "Dispiace per lui - prosegue D’Aversa -, stava lavorando sodo per arrivare a una condizione ottimale. Ma in casi come questo amo ragionare sul fatto che la gara di domani sarà opportunità per altri. Ammesso che Simeone parta titolare, sia che con lui ci sia Adams, sia che giochi Kulenovic, in entrambi i casi Giovanni avrà a fianco un compagno con cui ha già giocato. Le scelte della formazione si basano sul tipo di partita che vogliamo fare. Cercheremo di limitare i pregi del Pisa e di sfruttarne i difetti".

Mentalità

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Al suo arrivo, a fine febbraio, D’Aversa aveva chiesto un cambio di mentalità e un maggiore coraggio. "Sono soddisfatto della risposta - commenta l’allenatore -, sia per l’atteggiamento e sia per il coraggio mostrato, anche a Napoli e contro il Milan. Ora però bisogna limitare gli errori che fanno sì che una buona prestazione non si trasformi in un risultato positivo. Le ultime due trasferte le abbiamo fatte contro squadre che lottano per lo scudetto. Quando la qualità degli avversari è alta, la percentuale di gol subiti sui tuoi errori aumenta. Con Napoli e Milan gli errori ci sono stati, ma non tanto della difesa, quanto di tutta la squadra. Sugli errori tecnici dei singoli comunque si può lavorare, mentre sull’atteggiamento è più difficile. Da questo punto di vista però la squadra sta mostrando l’approccio giusto". 

Possesso

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D’Aversa ha anche parlato dei due esterni di destra, Pedersen e Lazaro, che finora si sono alternati. "Pedersen sul lanciato tocca velocità di 37-38 km/h. Sul piano fisico ha qualità rare, offensivamente può darci di più. Valentino è costante, in attacco e in difesa. Poi la scelta su chi gioca dipende dagli avversari. Pedersen sta molto bene, ma nel ruolo vanno bene entrambi". Infine una considerazione sul possesso palla: il Torino ha superato il 50% solo in 7 gare su 30. "Dipende da come vogliamo considerarlo: il possesso palla orizzontale, sterile, non dà vantaggi. Col Milan ne abbiamo avuto meno (36,7%, ndr) ma è stata la partita in cui abbiamo avuto più palle gol. Ho giocatori che sulla riconquista della palla sanno sfruttare bene le proprie caratteristiche. Nel calcio la cosa che conta è fare gol, se il possesso ti porta a creare i presupposti allora migliorarlo è un bene. Anche perché è un modo per migliorare la fase difensiva: puoi costringere gli avversari a fare una partita diversa".

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