Cucina antiaging, la longevità a tavola in 6 tips

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La longevità è un tema sempre più discusso in una società, come quella italiana, che vede la popolazione anziana in costante crescita. La prevenzione, in questo contesto, ha un ruolo fondamentale: un corretto stile di vita e abitudini alimentari equilibrate rappresentano la base per un’età matura soddisfacente e in forze. L’alimentazione è un nodo essenziale nel mantenimento della salute, ma una longevità felice si nutre anche di elementi legati alla sfera emotiva. Tra questi, il senso di scopo e la voglia di prendersi cura di sé: è importante incoraggiare ad esempio la preparazione in autonomia di almeno un pasto a settimana.
Ecco i consigli della professoressa  in Medicina Culinaria Chiara Manzi e del gerontologo professor Andrea Ungar. 
“L’alimentazione, anche per le persone anziane, è fondamentale. In primo luogo, in quella che chiamiamo terza età, non bisogna mangiare meno di quando si è giovani. Inoltre, il momento di mangiare è legato alla socialità e al rimanere attivi” afferma Ungar. “Se la possibilità di mangiare a tavola con altre persone crea un ambiente più piacevole, e stimola l’appetito, anche poter scegliere e decidere di provvedere ai propri pasti ha un effetto benefico. Rimanere autonomi, mantenere la progettualità come quando si pianifica un menu e gli ingredienti necessari, ad esempio, significa mantenere vivo l’interesse per le attività quotidiane e la cura di sé, essenziali per vivere un’età longeva, e non anziana”.  Sul tema, la professoressa Manzi ha tenuto il 28 e 29 marzo un workshop dedicato alla cucina antiaging presso la residenza Guild Living di Siena,  prima destinazione longevity in Italia per over 65 autosufficienti.

I consigli di Chiara Manzi per una cucina antiaging

Il legame tra cucina tradizionale e benessere per vivere meglio e più a lungo, i consigli di Chiara Manzi per una cucina antiaging

Cottura dei legumi
I legumi sono ottimi alleati della salute e della linea: sono ricchi di vitamine del gruppo B, importantissime per il corretto funzionamento del metabolismo, e contengono anche tante fibre solubili; ricchi di fibre, ferro e magnesio, sono anche un’ottima fonte di proteine vegetali. Per mantenerne i benefici durante la cottura, è consigliabile aggiungere un cucchiaio di succo di limone per ogni litro di acqua di ammollo: aumenterà la ritenzione di vitamina B nel legume. Utilizzando poca acqua non salata e per 30 minuti al massimo, inoltre, si preservano al meglio vitamina B e sali minerali.

Ridurre il sale senza rinunciare al gusto
Durante la giornata dovremmo consumare al massimo 5 grammi di sale, inclusi il sodio naturalmente presente negli alimenti e il sale presente in alimenti confezionati. Per non eccedere con l’aggiunta di sale, limitare il quantitativo ad esempio nella preparazione della pasta, aggiungendo un cucchiaino raso (5 grammi) per litro di acqua. Anche optare per alimenti ricchi di acido glutammico, la sostanza che conferisce il gusto “sapido” agli alimenti, può essere utile. Concentrato di pomodoro senza sale, funghi secchi e parmigiano reggiano ne sono alcuni esempi.

Carote e olio evo: coppia vincente
Le carote sprigionano al massimo i loro benefici se cotte e abbinate all’olio extravergine di oliva. Sono, infatti, ricche di betacarotene, il precursore della vitamina A. Per massimizzare l’assorbimento di questo micronutriente, si possono cuocere le carote al forno, in padella o al vapore, aumentando così la biodisponibilità del betacarotene, per poi condirle con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, dato che questa molecola è liposolubile.

Colazione dolce o salata?
La colazione è il pasto più importante della giornata e dà la giusta carica per affrontare le attività quotidiane. Tuttavia la colazione salata, spesso osannata per il basso contenuto di zuccheri semplici, può diventare nemica del benessere se solo a base di salumi, formaggi o pesce affumicato. Un primo suggerimento è quello di aggiungere delle fibre: si può prediligere del pane integrale a cui aggiungere della verdura come spinacino fresco, pomodori, funghi e lattughino. Meglio limitare i salumi a una volta a settimana. Un’ottima alternativa possono essere uovo o creme di legumi come l’hummus, oppure due o tre fettine di salmone affumicato: la chiave è variare.

Occhio al colore
L’acrilammide è una sostanza potenzialmente cancerogena per l’uomo. Si forma durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia di alimenti ricchi di zuccheri e asparagina (un amminoacido) come patate, pane, biscotti e cereali a temperature superiori ai 120°C. Come riconoscerla? Occhio al colore. La presenza di acrilammide, infatti, è rilevabile proprio da questo: più l’alimento si imbrunisce, maggiore è il contenuto di acrilammide. Meglio quindi dorare toast e dolci, eliminare la crosta scura del pane e, al supermercato, scegliere alimenti di colore dorato. Inoltre, cibi come le patate dolci o quelle conservate in frigorifero sviluppano più zuccheri semplici, aumentando il rischio di formazione di acrilammide durante la cottura. Optare quindi per le patate novelle, conservandole in luoghi freschi ma non freddi (sopra i 10 °C), e prediligere cultivar di patate che abbiano un minor contenuto di asparagina e zuccheri riducenti come le Jelli, Agria o Spunta.

Abbinamenti vincenti: potenziare i benefici del tè verde
Il tè verde è un alleato del benessere perché ricchissimo di molecole bioattive benefiche per il sistema immunitario, con azione protettiva per il cuore e attività antitumorale. Per massimizzarne le qualità, è necessario evitare di abbinarlo al latte, che ostacola l’assorbimento delle molecole bioattive. Per esaltare il gusto è preferibile abbinarlo, invece, a una fettina di limone.

Tagliatelle fresche della longevità, la ricetta

Tagliatelle fresche della longevità

Ingredienti per 3 porzioni:

· 100 g di albume

· 100 g di farina di ceci

· 100 g di farina 00

· Curcuma e pepe nero

· Semola o farina di riso per spolvero

Preparazione (3 porzioni):

In una ciotola mescolare farina 00, farina di ceci, curcuma e pepe nero. Aggiungere poi l'albume a filo, mescolando con una forchetta per incorporare gradualmente la farina. In seguito, trasferire l'impasto sul piano di lavoro e lavorarlo a mano fino ad ottenere una consistenza liscia ed omogenea. Stendere l'impasto con un mattarello, fino a raggiungere uno spessore di pochi millimetri. Lasciare asciugare la sfoglia per qualche minuto e spolverizzare con semola o farina di riso. In base alla larghezza della sfoglia, ripiegare più volte il primo lembo lungo della sfoglia fino a metà della sfoglia stessa, e ripetere la medesima operazione con il secondo lembo, mantenendo la chiusura verso l'alto. A questo punto, tagliare la sfoglia con un coltello affilato per uno spessore di circa 5 millimetri. Srotolare delicatamente le tagliatelle e spolverizzarle con della semola.

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