Crisi energetica, il piano della Ue per ridurre i consumi: abbassare i limiti di velocità e smart working

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Il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen, avverte: meglio muoversi prima che trovarsi impreparati dopo. Ma i governi nazionali frenano

Giuseppe Croce

2 aprile - 14:15 - MILANO

C'è la firma di Dan Jørgensen, commissario europeo all'Energia, sul monito lanciato dall'Ue a proposito della crisi energetica causata principalmente dallo scoppio della guerra in Iran, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz. A Bruxelles, infatti, sono convinti che la situazione non verrà risolta il fretta, con la scarsità di fonti e vettori energetici che è destinata a perdurare e con l'Europa che deve prenderne atto e rispondere con misure efficaci a ridurre, drasticamente, i consumi di carburanti, gas e petrolio. Tra queste misure, Jørgensen suggerisce lo smart working e la riduzione dei limiti di velocità.

RALLENTARE PER RISPARMIARE

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La proposta del Commissario europeo è molto vicina a quella, formulata meno di due settimane fa, dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea). Consiste in una serie di misure (un vero e proprio decalogo) atte ad abbassare la domanda di energia proveniente dalle economie occidentali. Ad esempio incoraggiare il lavoro da casa e la riduzione di almeno 10 chilometri orari dei limiti di velocità in autostrada. I governi nazionali, inoltre, dovrebbero incentivare il trasporto pubblico per convincere i cittadini a rinunciare il più possibile all'uso dell'auto privata. "I Paesi dell'Ue - è il monito di Jørgensen - dovrebbero prepararsi in tempo per anticipare una scarsità delle forniture di energia potenzialmente duratura".

COSA FARA' L'ITALIA

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Tecnicamente, quella di Jørgensen è una mera raccomandazione ai ministri dell'Energia dei 27 Paesi membri dell'Unione. Nulla di obbligatorio, certo, tanto che al termine dell'ultimo vertice Ue sull'Energia i ministri hanno negato che ci sia una carenza di carburanti, petrolio, gas o che possa esserci a breve. Secondo il commissario Ue, quindi, il problema è tangibile, mentre i ministri dei singoli stati la pensano in maniera diametralmente opposta. In tutto questo l'Italia si appresta a confermare lo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio, ma non per molto: il provvedimento attualmente in vigore, infatti, è in scadenza il prossimo 7 aprile 2026, ma salvo sorprese nella giornata di domani, venerdì 3 aprile, verrà confermato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, fino a fine mese (30 aprile). Se, nel frattempo, non ci saranno sviluppi significativi (e positivi, con l'interruzione della guerra e la riapertura dello Stretto di Hormuz) da parte dell'Iran, allora potremmo rivedere alla pompa la benzina a quasi 2 euro e il diesel oltre 2,3 euro.

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