"Pur rappresentando appena lo 0,4%
delle imprese attive, le imprese estere generano il 21% del
fatturato nazionale, il 17,5% del valore aggiunto. La loro
presenza si è rafforzata in modo costante nell'ultimo decennio,
contribuendo alla competitività, all'innovazione e
all'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano".
Confindustria evidenzia quanto siano "un motore di crescita per
l'Italia" dall'Annual Meeting 2026 del 'Gruppo Tecnico
Confindustria Imprese Estere', presentando il rapporto 2026
dell'Osservatorio Imprese Estere di Confindustria e Luiss. Il
contributo sul fatturato nazionale "passa dal 17,8% del 2014 al
21% del 2023, pari a 887 miliardi di euro, e quello sull'export
sale dal 27,4% al 35,8%. Sono quasi 19.000 e generano un valore
aggiunto diretto pari a 188 miliardi di euro".
"Il messaggio del Rapporto è chiaro - commenta la
vicepresidente di Confindustria per l'export e l'attrazione
degli investimenti, Barbara Cimmino -: la crescita passa anche
dal rafforzamento di chi ha già scelto l'Italia. Circa tre
quarti dell'aumento occupazionale recente viene da imprese
estere già presenti sul territorio: accompagnarne consolidamento
e reinvestimenti significa generare nuovo valore, nuova
occupazione e indotto lungo le filiere italiane. Per questo
attrazione e radicamento devono essere due leve della stessa
strategia".
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