La spesa delle famiglie italiane segna un aumento di 314 euro pro-capite rispetto al 2025 e supera così il picco storico del 2007 raggiungendo quota 23.261 euro rispetto ai 22.975 del precedente record. E' quanto calcola l'Ufficio Studi di Confcommercio che ha realizzato un'analisi dei consumi delle famiglie negli ultimi 30 anni dai quali risulta che cambia profondamente la composizione della spesa delle famiglie, con un boom della tecnologia (con telefonia e informatica) cresciute del 3.200% in trent'anni.
Forte è anche l'aumento dei consumi cuturali e ricreativi del tempo libero (+137%). Salgono la ristorazione e i viaggi per le vacanze. Cala l'acquisto di beni fisici tradizionali nei quali reggono abbigliamento e calzature (con una crescita del fast fashion) e i beni per le casa.
Una crescita del Pil dello 0,9%, dei consumi dell'1,2% e un'inflazione media del 2,7%, pur prevedendo un secondo semestre meno dinamico del primo. Sono le stime su alcuni principali indicatori per l'intero 2026 realizzate dall'Ufficio Studi di Confcommercio che vede una ripresa dei consumi "che prosegue seppur gradualmente" in uno scenario che viene descritto "sostanzialmente positivo anche se permangono elementi di incertezza legati all'evoluzione del quadro geopolitico e ai possibili riflessi sui prezzi dell'energia e sull'inflazione nella parte finale dell'anno".
"Nonostante le forti incertezze generate dal conflitto in Medio Oriente e il timore di un marcato rallentamento dell'economia - secondo l'ufficio studi di Confcommercio - il quadro congiunturale italiano si è dimostrato più favorevole delle attese. Nel nostro Paese, la presenza di un contesto produttivo che continua a mostrare segnali di miglioramento ha favorito il permanere di dinamiche positive del mercato del lavoro con gli occupati che hanno raggiunto il massimo storico (24,3 milioni), mentre la disoccupazione è scesa ai minimi, favorendo la crescita del reddito disponibile delle famiglie".
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