Come migliorare l'adesione ai vaccini

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Perché alcune persone sono riluttanti a farsi vaccinare? E su cosa bisogna lavorare, per contrastare l'esitazione a sottoporsi a vaccini che possono evitare un ricovero e salvare la vita? Indicazioni utili arrivano da uno studio inglese condotto nella fase cruciale della pandemia di CoViD-19, i cui risultati sono stati pubblicati sul Lancet.

Dalla ricerca emerge che il tipo di motivazione per cui le persone tentennano davanti ai vaccini è fondamentale per capire se queste persone sapranno cambiare in seguito posizione e si lasceranno vaccinare.

Le misure dell'incertezza

L'analisi, condotta da un gruppo di scienziati dell'Imperial College di Londra coordinato dall'epidemiologo computazionale Marc Chadeau-Hyam, si basa sui dati di 1,1 milioni di cittadini del Regno Unito, seguiti da gennaio 2021 a marzo 2022. I ricercatori hanno incrociato i dati dello studio REACT, che ha monitorato la proporzione di individui malati di covid nel corso della pandemia insieme ai loro dati demografici, con quelli del National Health Service, che ha raccolto informazioni sulla loro adesione alla campagna vaccinale.

Nei 14 mesi di studio circa 38.000 persone tra quelle seguite hanno riferito una qualche forma di esitazione davanti ai vaccini contro il SARS-CoV-2, un tasso di esitazione pari al 3,3%. La percentuale di esitanti, però, non è sempre stata uguale: ha raggiunto un picco dell'8% all'inizio del 2021, quando i vaccini anti-covid sono stati per la prima volta erogati, per poi arrivare a un minimo di 1,1% all'inizio del 2022, e risalire infine al 2,2%. Alla fine, comunque, il 65% di chi aveva inizialmente espresso perplessità si è fatto vaccinare in un secondo momento.

Il perché del "no" conta

Diverse le ragioni dell'esitazione vaccinale, che gli scienziati hanno raggruppato in 8 macro-categorie: tra queste ci sono, per esempio, motivazioni che riguardano l'efficacia dei vaccini o i possibili effetti collaterali, ragioni mediche personali, difficoltà logistiche nel raggiungere il luogo della vaccinazione, scarsa fiducia negli scienziati o nei produttori dei vaccini. Le cause più diffuse di esitazione vaccinale sono state i dubbi sull'efficacia dei vaccini e le preoccupazioni sulla salute, ma questi motivi sono stati anche i più facili da superare. Invece, quelli legati a un atteggiamento scettico e disilluso nei confronti della scienza sono state più difficili da scardinare.

I contesti più a rischio

L'esitazione di fronte ai vaccini - così come la riluttanza, anche in seguito, ad essere vaccinati - è risultata più comune nelle aree economicamente svantaggiate, tra chi era disoccupato e aveva avuto un basso livello di scolarizzazione. Le donne sono state più spesso in dubbio rispetto agli uomini, ma anche meno difficili da convincere dopo che avevano espresso le loro preoccupazioni: questo è dipeso, forse, dalla natura momentanea di certi stati, come l'allattamento o la gravidanza, che le avevano portate a esitare.

Oggi sappiamo che i vaccini anti-covid in gravidanza non solo sono sicuri, ma anche raccomandati.

Che cosa ce ne facciamo?

Lo studio può fornire indicazioni sulle ragioni più diffuse di esitazione vaccinale e su come lavorare con le diverse fasce di popolazione riluttante. In generale emerge che una comunicazione trasparente e facilmente riproducibile sui vaccini è la chiave per raggiungere anche chi aveva espresso resistenze iniziali. Tuttavia, non è detto che ciò che è valso per i vaccini anti-covid funzioni bene anche con le nuove forme di esitazione di fronte a vaccini diffusi da tempo: come quelli contro il morbillo o l'influenza, che dipendono oggi più dalla sistematica disinformazione da parte di autorità sanitarie, che dalla scarsa conoscenza dei vaccini stessi.

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