Cobolli puoi sognare! I precedenti e la magia di Flavio sulla terra rossa fanno ben sperare

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La sfida di domani nei quarti di finale tra Flavio Cobolli e Felix Auger-Aliassime parte alla pari, la spunterà chi avrà più ritmo e continuità. Ecco alcuni motivi per cui l'azzurro può sorridere 

Luigi Ansaloni

Collaboratore

3 giugno - 00:29 - MILANO

Fare pronostici in questo splendido e assurdo Roland Garros, ormai si è capito, non serve a molto, ma la sfida di domani nei quarti di finale tra Flavio Cobolli e Felix Auger-Aliassime si potrebbe definire comunque, anche in condizioni normali, alla pari. La classifica in questo Slam conta poco o nulla, ma quello che il romano “paga” in termini di ranking e di prestigio al canadese, lo recupera con la sua maggiore attitudine sulla terra e con quello che dicono i confronti diretti.

l'attitudine di felix

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Felix Auger-Aliassime, prima volta tra i primi otto a Parigi, testa di serie numero 4 e virtuale quarto giocatore del mondo (comunque vada, sarà lì in classifica lunedì a fine torneo), ha vinto tutti e nove i tornei in carriera sul cemento o in indoor, mai nessuno sulla terra, che non è proprio la sua superficie preferita. Certo, sul rosso ha perso tre finali, due quando era veramente giovane nel 2019 (lui è un classe 2000) e una nel 2024, in un altro torneo abbastanza folle a Madrid, quando fu sconfitto in finale da Andrey Rublev. Alla Caja Mágica, quell’anno, si infortunarono e si ritirarono quasi contemporaneamente sia Jannik Sinner sia Carlos Alcaraz. C’è stato un momento in cui Auger-Aliassime sembrava potesse diventare forte, molto forte, anche sulla terra rossa. Alla fine del 2021, infatti, il canadese si era affidato alle cure di Toni Nadal, zio di Rafa, per risollevare una carriera che si era un po’ fermata dopo le premesse iniziali. I risultati si videro subito. Nel 2022 Auger-Aliassime, nella stagione sul rosso, fece quarti a Barcellona, Estoril, Madrid e Roma e al Roland Garros battagliò per cinque set, negli ottavi di finale, con Rafael Nadal, che poi vinse il torneo.

la terra di flavio

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Auger-Aliassime non è, insomma, uno che gioca male sulla terra battuta, ma certamente Cobolli, numero 12 al mondo (sarà 10 lunedì in caso di semifinale), ha più attitudine di lui sul rosso. Naturale: il romano ci è nato e cresciuto, su questa superficie, col tempo ha poi imparato a giocare (molto bene) anche sul cemento e sull’erba. Flavio ha un approccio e fondamentali molto da terra battuta, un gioco ritmato fatto di scambi lunghi, con un servizio molto adatto a questa superficie. Non avendo un colpo “definitivo”, pur avendo dritto e rovescio di ottimo livello, Cobolli è bravo a giostrare il ritmo, sbagliando pochissimo, soprattutto nelle fasi di partita dove conta di più. In questo Roland Garros il 24enne romano ha avuto di fatto solo un passaggio a vuoto, con Svajda, portando comunque a casa la partita senza soffrire troppo. Auger-Aliassime ha un gioco molto più da cemento, ama le superfici più veloci (in indoor è inferiore solo a Sinner e Alcaraz quando sta bene), non ama particolarmente gli scambi prolungati (per questo spesso tende ad accorciarli, accumulando gratuiti) e il suo servizio è troppo “piatto” per il rosso.

gli scontri diretti

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Flavio è avanti due a zero negli scontri diretti con Felix Auger-Aliassime, entrambi vinti su quella che dovrebbe essere la superficie preferita del canadese, ovvero il cemento. Entrambi risalgono al 2024, con Cobolli vincente ad Acapulco e al 1000 di Montréal. C’è un altro precedente, diciamo “non ufficiale”, quello della Hopman Cup giocata a Bari, vinto ancora da Cobolli, al termine di un match stupendo. Il gioco del romano ha sempre dato fastidio al canadese, che nei picchi è forse superiore all’azzurro, ma Cobolli probabilmente, soprattutto da un anno a questa parte, ha trovato una continuità durante i match e i tornei (non tutti, magari) che Auger-Aliassime non riesce ad avere.

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