Svelato il retroscena sull'assenza ai festeggiamenti europei: Fabrizio Antonelli ha accettato l'offerta della Nazionale cinese. "Grato a Gregorio, alla Federazione e all'Esercito"
In pieno svolgimento degli Europei in vasca lunga arriva una notizia che riguarda una delle stelle del nuoto italiano, Gregorio Paltrinieri: Fabrizio Antonelli, il suo allenatore, volerà in Cina per guidare la Nazionale del Dragone. Che qualcosa di anomalo fosse nell’aria si era intuito già dopo l’ultima gara delle acque libere, quella che ha sancito la vittoria dell’Italia nella classifica per nazioni. Antonelli non era presente a festeggiare con la squadra. Nelle foto scattate con gli staffettisti d’argento e con tutto il clan azzurro, l’assenza del coach spiccava. In un primo momento si era parlato di un possibile dissenso nei confronti della scelta tecnica del direttore tecnico Stefano Rubaudo, che aveva deciso di schierare Marcello Guidi in staffetta al posto del “suo” Domenico Acerenza. Ma dietro quell’assenza c’era molto di più. Nella testa di Fabrizio c’era già il pressing della Cina, che da tempo aveva messo gli occhi su uno dei guru del fondo mondiale e gli aveva recapitato un’offerta, a quanto pare, irrinunciabile. "Grato al Presidente Barelli, all'Esercito e a Paltrinieri. Con loro cresciuto come tecnico e uomo", è il saluto di Antonelli.
contaminazione
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Del resto, negli ultimi mesi alcuni nuotatori cinesi si erano già allenati con il gruppo italiano, che ha spesso condiviso sedute di lavoro anche con francesi, ungheresi e atleti di altre nazionalità. Una sorta di “contaminazione” internazionale che ha contribuito alla crescita dei nostri fondisti, sempre più protagonisti nei grandi appuntamenti. Con Antonelli, Paltrinieri ha iniziato a sperimentare anche i benefici dell’altura prolungata, spingendo gli allenamenti fino a livelli sempre più estremi e avvicinandoli alla gara. La prima a sottoporsi a questi “esperimenti” era stata Rachele Bruni, poi il tecnico romano aveva approfondito il metodo anche con gli altri suoi atleti. L’obiettivo, però, non era semplicemente quello di aumentare i carichi di lavoro. Al contrario: Antonelli ha cercato di evitare allenamenti massacranti sotto il profilo quantitativo, puntando piuttosto sulla qualità e sulla cura dei dettagli. Un approccio pensato anche per allungare il più possibile la carriera degli atleti.
il ruolo di fabrizio
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Dietro la trasformazione di Paltrinieri in protagonista anche nelle acque libere c’è soprattutto il lavoro di Antonelli. È stato lui ad aiutare Greg a “curare gli aspetti strategici e tattici delle acque libere perché gli mancava l’esperienza”. Perché una cosa è nuotare in piscina, senza onde né correnti, in condizioni ambientali controllate. Un’altra è affrontare il mare, dove tecnica, tattica e capacità di adattamento diventano decisive. Come spiegava lo stesso Antonelli, occorre lavorare sulla capacità di padroneggiare e controllare la propria tecnica di nuotata, intervenendo sia sugli “aggiustamenti tecnici” — dalla forza all’ampiezza della bracciata — sia sull’aspetto coordinativo. Paltrinieri, che fin da piccolo era abituato a sfidare il papà in mare, ha imparato negli anni a fare di queste caratteristiche un punto di forza. Una lezione che il fuoriclasse azzurro non dimenticherà mai, come si evince dalla sua dedica al suo ex allenatore: “Ringrazio Fabrizio per tutto quello che abbiamo vissuto e costruito insieme. Con lui ho iniziato una seconda carriera e in sei anni abbiamo vinto tantissimo. Questi successi rimarranno per sempre; gliene sono grato e sono contento di aver percorso questo periodo di carriera insieme”.
chi è fabrizio antonelli
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Fabrizio Antonelli nasce a Roma il 27 aprile 1981. È stato atleta della Nazionale di nuoto di fondo dal 2005 al 2008 e ha partecipato al circuito europeo della Coppa LEN nel 2004 e nel 2005. Il suo miglior risultato è il terzo posto nella 10 km agli Assoluti di Lerici del 2005. Passato alla carriera da allenatore, nel gennaio 2009 diventa responsabile tecnico della sezione nuoto del Centro Sportivo Esercito. Dagli Europei di Piombino del 2012 inizia la collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto e con il settore delle acque libere. Porta Rachele Bruni alla medaglia d’argento olimpica nella 10 km a Rio de Janeiro 2016. Nel maggio 2020 accoglie nel suo gruppo di lavoro Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza, già argento iridato nella 5 km a squadre, con l’obiettivo di essere protagonisti sia in piscina sia nelle acque libere. I risultati arrivano subito. Al Sette Colli del 2020, dopo la pausa imposta dalla pandemia, Paltrinieri migliora il record europeo dei 1500 stile libero. Agli Europei di Budapest del 2021 conquista cinque medaglie tra vasca e fondo: gli ori nella 5 km, nella 10 km e nella 5 km a squadre, oltre all’argento negli 800 e nei 1500 metri. Poi arriva Tokyo. Paltrinieri sembra lanciatissimo verso i Giochi, ma a giugno la mononucleosi mette addirittura in discussione la sua partecipazione. Nonostante le premesse, i risultati sono straordinari: argento negli 800 stile libero, bronzo nella 10 km e quarto posto nei 1500. È l’inizio di un nuovo capitolo, quello che porterà verso Parigi 2024. Anche lì Paltrinieri sale due volte sul podio nelle gare in piscina, conquistando l’argento nei 1500 e il bronzo negli 800. Ora Antonelli, dopo aver saputo accompagnare Greg oltre i confini della vasca, si prepara a portare il proprio metodo dall’altra parte del mondo, alla guida della Nazionale cinese. Ma quello che molti si domandano è se e quanto questa svolta, quasi improvvisa, impatterà nel futuro di Paltrinieri, proprio a metà del quadriennio olimpico che culminerà nell’estate 2028 con i Giochi di Los Angeles.









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