L'ha inseguita a lungo, per anni, era diventata quasi un'ossessione. Ha cambiato, rivoluzionato il modo di correrla, attaccando ovunque gli capitasse negli ultimi 30 chilometri della Milano-Sanremo; eppure, qualcosa gli era sempre mancato. Ci è riuscito oggi, Tadej Pogacar, nel giorno in cui tutto sembrava dovergli sfuggire dopo una scivolata a una manciata di chilometri dalla Cipressa. La sua prima, sognata vittoria nella Classicissima, nonché undicesima Monumento in carriera, è arrivata andando oltre le ferite.
"Per un secondo ho pensato che fosse finita", ha dichiarato a caldo lo sloveno, ma così non è stato: con vistose abrasioni sul fianco e sulla gamba sinistra si è rimesso in bici, coi compagni si è riportato sul gruppo e, come se niente fosse, ha fatto quello che avrebbe fatto a cose normali. Attaccare, se non basta riprovare e così via, finché anche l'ultimo degli avversari non è costretto ad alzare bandiera bianca.
Prima, sulla Cipressa, davanti sono rimasti in tre; poi, sul Poggio, l'eterno rivale nelle classiche Mathieu Van der Poel - l'uomo che lo scorso anno gli aveva resistito per poi sverniciarlo in Via Roma, e che con Pogacar si è diviso dal 2020 quasi due terzi delle classiche monumento - è crollato all'ennesima accelerazione. Questa volta è stato il terzo incomodo Tom Pidcock a fargli da ombra, a non mollare di un centimetro fino al rettilineo d'arrivo. Ma l'occasione era troppo ghiotta, e rifiutandosi categoricamente di dover tornare in Riviera anche il prossimo anno con un macigno sul petto, Pogacar ha lanciato per primo lo sprint dando fondo agli ultimi scampoli di serbatoio: è bastata mezza ruota a regalargli la gloria.
Dopo cinque Lombardia, tre Liegi e due Fiandre, è arrivata finalmente la sua prima Sanremo, ed è la la quarta vittoria nelle ultime cinque Monumento disputate. Tra tre settimane, sui pavé della Parigi-Roubaix, avrà l'occasione di fare bottino pieno riempiendo l'ultimo posto vuoto in bacheca per le corse di un giorno. Numeri impressionanti, a cui aggiungere quattro Tour de France, un Giro d'Italia e due titoli mondiali. Ma a spaventare è soprattutto il modo di correre, la sensazione di ineluttabilità che si accompagna ai successi di questo moderno cannibale, anche laddove le circostanze sembrano mettersi di traverso.
"Non è un giorno stupendo perché per un po' dovrò leccarmi le ferite della caduta - ha detto tra il serio e il faceto Pogacar dopo il traguardo - ma sono felicissimo di aver finalmente vinto qui. Tom è un corridore velocissimo, oggi era in grande forma, complimenti anche a lui. E un grande grazie ai miei compagni di squadra Vermeersch e Grossschartner che hanno dato tutto per riportarmi davanti. Senza la squadra, sarei andato dritto a Sanremo a guardare l'arrivo".
Dietro lo sloveno, un Pidcock che ha definitivamente mostrato di poter competere nelle grandi classiche, terzo un Wout Van Aert - anche lui coinvolto nella caduta - che alla fine della discesa del Poggio si è emancipato dal gruppo inseguitori, notificando agli altri che per la campagna del Nord delle prossime settimane ci sarà anche lui. Mads Pedersen ha regolato la volata di gruppo, sesto e migliore degli italiani Andrea Vendrame. Ottavo posto per van der Poel. Niente da fare per Filippo Ganna, lo scorso anno secondo: quest'anno sulla Cipressa non ha retto, ed è arrivato 33/o, senza fare lo sprint tra gli inseguitori.
Nella gara femminile gli attacchi di Puck Pieterse sul Poggio hanno selezionato un quintetto che è arrivato a giocarsela in Via Roma. La polacca Wlodarczyk ha provato a lanciare la compagna di squadra Eleonora Gasparrini, ma a vincere è stata la più veloce e blasonata della compagnia, la campionessa belga Lotte Kopecky. Seconda la svizzera Noemi Ruegg, terza l'azzurra, ottava e nona Elisa Balsamo e Chiara Consonni nella volata del gruppo. Bruttissima caduta in una curva della discesa della Cipressa, con coinvolte alcune delle favorite come Kasia Niewiadoma e Kim Le Court Pienaar. Alcune atlete hanno addirittura scavalcato il guardrail, con Debora Silvestri che ha avuto la peggio. La ciclista italiana della Laboral fortunatamente non ha mai perso conoscenza, e si trova in ospedale in condizioni stabili.
Pogacar: 'Felicissimo di aver finalmente vinto la Sanremo'
"Non è un giorno stupendo perché per un po' dovrò leccarmi le ferite della caduta, ma sono felicissimo di aver finalmente vinto qui. Tom è un corridore velocissimo, oggi era in grande forma, complimenti anche a lui. Non ho molta esperienza negli sprint uno contro uno, ma sono felice che sia andata bene". Così Tadej Pogacar dopo la vittoria nella Milano-Sanremo, il suo 11/o trionfo in una Classica Monumento.
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