L'allenatore dell'Inter commenta il passaggio del turno in semifinale di Coppa Italia: "Anche da calciatore preferivo giocare piuttosto che allenarmi, bene così. Siamo tutti felici. Le parole di Rabiot? Noi lavoriamo..."
"Io non do voti, ma sono contento della prestazione, dell'energia che ho visto. È normale soffrire un po' nel finale perché subisci la reazione d'orgoglio dell'avversario ma siamo contenti della vittoria e del passaggio del turno". Cristian Chivu analizza così il passaggio del turno in Coppa Italia, con due parole a riassumere: "Tutti felici". Poi arriva anche una risposta ad una mezza provocazione: "Rabiot dice che senza il Milan faremmo un campionato a parte? Noi vogliamo essere competitivi, dare continuità a quanto di buono è stato fatto fin qui. Andiamo avanti con il lavoro...". E sulla scelta di fare turnover: "Sappiamo con chi abbiamo a che fare, il lavoro degli ultimi mesi. Oggi serviva energia, gamba, e la scelta è stata fatta in base a questo. Andavano gestite le fatiche di gennaio e quelle che arriveranno a febbraio. Faccio i complimenti a chi lavora con il settore giovanile, a Stefano Vecchi che guida alla grande i ragazzi: oggi Cocchi e Kamate, ma anche Berenbruch, Topalovic e Alexiou che erano in panchina". Capitolo mercato: "Una squadra può sempre migliorare, a prescindere dal mercato. Si parla spesso di cosa ci servirebbe: non sempre va a buon fine e a noi va bene così. La società ha provato a fare fino alla fine quello che noi avevamo richiesto, ma il mercato è bastardo e non sempre si riesce. Batteremo colpo su colpo per il cammino di questa stagione". La chiosa è sulle due partite che si aggiungono "causa" semifinale: "Io non sono preoccupato, anche da calciatore mi piaceva più giocare che allenarmi. Non bisogna diventare un'ossessione, che creano aspettative e poi delusioni. Ma ho un gruppo di giocatori validi che rispondono sempre pronti e ci danno una mano".









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