Acciaierie d'Italia ha presentato
al Ministero del Lavoro un'istanza per l'autorizzazione alla
proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs)
per un massimo di 4.450 lavoratori, di cui 3.803 nello
stabilimento di Taranto (2.559 operai, 801 impiegati/quadri, 403
intermedi), 280 a Genova, 170 a Novi Ligure, 78 a Racconigi, 42
a Marghera, 42 a Milano, 20 a Paderno e 15 a Legnaro. La
richiesta decorre dal 1 marzo 2026 per 12 mesi, nell'ambito
della gestione commissariale.
L'istanza si basa sulla temporanea cessazione delle attività
degli altiforni 1 e 2 e sulla fermata parziale delle batterie di
cokefazione per manutenzione, mentre lo stabilimento di Taranto
resterà operativo tramite l'altoforno 4. L'avvio progressivo
degli impianti non comporterà un aumento immediato della
produzione, oggi stimata tra 1,5 e 1,8 milioni di tonnellate di
acciaio annue, insufficiente a coprire i costi fissi e
rischiando di aggravare lo squilibrio finanziario della società.
Le sospensioni interesseranno personale diretto e indiretto,
gestite con rotazione per limitare l'impatto economico, e
riguarderanno tutti i siti del gruppo in proporzione ai volumi
produttivi. L'azienda conferma l'impegno alla formazione
continua e chiede l'avvio urgente del confronto sindacale,
necessario per completare la procedura prevista dalla legge.
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