Otto stagioni dopo l'amara retrocessione, una storica big spagnola torna in massima serie. Dietro ci sono l'ad Massimo Adalberto Benassi, ma anche Quagliata e Mulattieri e tanti giovani
25 maggio - 10:05 - MADRID (SPAGNA)
Una gran bella storia, che porta con sé anche un pezzetto di Italia. Dopo 8 stagioni il Deportivo La Coruña torna in Liga. Grazie al 2-0 conquistato a Valladolid con doppietta del canterano camerunese Bil Nsongo la squadra galiziana si assicura il secondo posto con promozione diretta, dopo quello del Racing Santander. Al Nuevo Zorrilla c’erano migliaia di tifosi del Depor, perché la passione attorno alla squadra di Riazor è enorme, e quest’anno in casa c’erano sempre tra i 25 e i 29.000 spettatori e ieri allo stadio del Depor è stata aperta una fan zone per la possibile promozione. Entusiasmo clamoroso.
IL VIAGGIO
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Il Deportivo aveva lasciato la Liga nel 2018 al termine di un campionato orribile, chiuso con 21 sconfitte e appena 6 vittorie. Il presidente Tino Fernandez sognava l’Europa e si ritrovò in Segunda, col club assediato dai creditori e affogato dai debiti. E venduto nel 2020 al gruppo Abanca, l’istituto di credito che coordinava l’operazione di salvezza economica di un club storico. La vendita arrivò 20 anni dopo la storica conquista della Liga, i tempi del SuperDepor che giocava la semifinale di Champions ed era diventato uno dei 9 club spagnoli capaci di vincere il campionato. E il 7 agosto dello stesso 2020 con il mondo scosso dal Covid il Deportivo precipitava in terza serie. Quattro anni all’inferno, e il ritorno in Segunda nel 2024. Un anno di Purgatorio e finalmente il Paradiso.
L’ITALIA
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Dicevamo del pezzetto d’Italia: in campo titolarissimo Giacomo Quagliata, difensore 26enne preso dalla Cremonese dopo un anno in prestito al Catanzaro, e prezioso contributo del 25enne Samuele Mulattieri, attaccante scuola Inter e prestato in estate dal Sassuolo. Fuori dal campo grande meriti per Massimo Adalberto Benassi, che di anni ne ha solo 34 e avevamo intervistato giusto un annetto fa: “Sono arrivato al Depor nell’estate del 2022 come direttore dell’area ricavi. Un anno dopo sono stato nominato Direttore Generale e dal luglio del 24 sono Amministratore Delegato”. Prima la laurea e Master in Diritto Sportivo a Bologna, altro Master in Sport Management alla scuola del Real Madrid, il tirocinio al Leganes, e il passaggio all’Ibiza. Un giovane prodigio che a La Coruña si trova benissimo.
GIOVANI LOCALI
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E ha le idee chiare. Il Depor ha 12 spagnoli e 4 canterani tra i primi 14 giocatori più utilizzati nel campionato appena concluso. La stella è il 23enne Yeremay Hernandez, prodotto della casa richiestissimo in Spagna e all’estero: gli hanno dato la 10 e hanno fatto leva sul suo senso di appartenenza: “Qui in città la gente non del Madrid o del Barça, è del Depor” ci diceva Benassi.
IL CLUB
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Il tecnico è Antonio Hidalgo, un catalano con una lunga e discreta carriera da calciatore e poi in panchina passato dal Sabadell, dal ‘filial’ del Siviglia e arrivato la scorsa estate dall’Huesca, dove aveva fatto un mezzo miracolo. Il Direttore Sportivo è Fernando Soriano, ex giocatore e allenatore che Benassi ha conosciuto ai tempi di Ibiza. Il presidente è Juan Carlos Escotet: “Ha evitato il fallimento del club – ci diceva Benassi -. L’ha fatto grazie all’istituto finanziario Abanca, la sua azienda principale, con un progetto forte e chiaro. Non ha fatto un investimento simile a quello di altre banche, entrate in equity capitalizzando prestiti per poi vendere. Il presidente è convinto di riportare il Depor in Liga e poi in Europa”. Il primo passo è stato fatto, ed è accompagnato da un entusiasmo incredibile. Ora viene il bello. Bentornato SuperDepor.







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