L'attaccante guarda la sua nazionale da casa dopo due stagioni difficili in Serie A. Ma non smette di sognare
17 giugno - 17:22 - KANSAS CITY
Quattro anni fa era in Qatar a vivere un sogno: si svegliò insieme a tutti i marocchini in semifinale, quando la Francia ristabilì le gerarchie. Oggi Walid Cheddira è in vacanza: ha perso la chance di giocare il secondo Mondiale perché nelle ultime stagioni in Serie A ha faticato a trovare spazio. Ma continua a tifare Marocco, lui che è nato e cresciuto a Loreto senza mai dimenticare le origini della famiglia.
In fondo è questa la vostra forza: anche se abitate lontano da casa, vi sentite tutti profondamente marocchini.
"Corretto. E basta incontrarsi nei raduni della nazionale per sentire subito familiarità anche con gli sconosciuti. Tanti di noi crescono in Europa. Ma quando la patria chiama, è sempre un onore".
Questo è un altro elemento importante: quasi tutti i calciatori frequentano campionati importanti.
"Sì. E va dato merito alla federazione di aver svolto un ottimo lavoro di scouting per trovare i talenti. L’ultimo lo avete visto, Bouaddi: è stato naturalizzato da poco ma avrebbe potuto anche giocare per la Francia. Evidentemente anche il progetto tecnico è diventato attrattivo".
Bouaddi, un 2007, è ancora raggiungibile per le squadre italiane?
"Penso che il Lilla abbia fissato un prezzo molto alto. Sarà difficile per i club italiani competere con le potenze economiche europee".
Il Marocco può vincere il Mondiale? Perché no? Non ci manca niente
Walid Cheddira
Intanto avete fermato il Brasile e nemmeno siete così soddisfatti.
"Capisci come si è ribaltata la percezione? Un tempo avremmo creduto impossibile ottenere certi risultati. Oggi invece possiamo storcere il naso davanti a un pareggio contro una delle grandi storiche".
Domanda secca: dopo il quarto posto di Doha e la palpitante Coppa d’Africa, il Marocco può vincere il Mondiale?
"Sono sincero e rispondo: perché no? Non ci manca davvero niente. L’obiettivo è migliorare rispetto agli ultimi risultati. E quindi ci proviamo. Conosco tanti ragazzi che ora sono in America e mi auguro che possano regalare una gioia indimenticabile al Paese".
La squadra sembra anche più forte rispetto al 2022.
"Sono d’accordo. È migliorata nei singoli se penso che nel gruppo sono entrati Brahim Diaz, che gioca nel Real Madrid, e Saibari che è appena andato al Bayern. Ma soprattutto vedo un gruppo più consapevole. E lasciami dire che è bello osservare che adesso il Marocco viene rispettato da tutti. Non siamo più una sorpresa ma una certezza. E forse è solo l’inizio".
Cosa intende?
"Che ci sono altri giovani pronti ad affacciarsi: Yassine dello Strasburgo ad esempio. È un attaccante esterno del 2005".
Cheddira tornerà mai a giocare nel Marocco?
"Dipenderà da me: se ti metti in luce nel tuo club, hai più possibilità di emergere. Come è capitato nel 2022, quando feci molto bene nel Bari e meritai la convocazione. Di sicuro non smetto di pensare alla nazionale".
Il suo cartellino è del Napoli. Dove sarà dopo il Mondiale?
"Non lo so, per il momento mi riposo. Sono felice di aver contribuito alla salvezza del Lecce, dove mi sono trovato a meraviglia anche grazie a Di Francesco che mi ha dato fiducia. Per il resto aspetto gli eventi".









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