Che cos'è la sindrome dell'Avana: sintomi e significato

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 sintomi e significato

La morte di un ex agente della National Security Agency e nuove rivelazioni della CNN stanno riportando il mistero al centro del dibattito pubblico

Daniele Particelli

2 febbraio - 16:00 - MILANO

Per anni è stata liquidata come un mistero e c'è anche chi ha parlato di fenomeno psicologico collettivo. Alla luce di nuove rivelazioni e del decesso di uno dei casi più famosi, però, la cosiddetta sindrome dell'Avana è tornata al centro del dibattito internazionale, come possibile conseguenza di una nuova tecnologia basata su impulsi di onde che devastano il cervello. Cosa sappiamo sulla sindrome dell'Avana e quali sono i suoi sintomi principali?

Cos’è la sindrome dell’Avana

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La sindrome dell'Avana prende il nome dalla capitale cubana, dove nel 2016 alcuni funzionari statunitensi in servizio presso l’ambasciata americana iniziarono a riferire disturbi neurologici improvvisi e persistenti. Da allora, più di duecento persone tra diplomatici, agenti dell’intelligence e membri del personale governativo degli Stati Uniti e di Paesi alleati hanno riportato sintomi simili in diverse parti del mondo, dall'Europa orientale al Nord America.

Secondo le testimonianze, l'esordio dei sintomi principali è spesso preceduto dalla percezione di un suono acuto o di un sibilo prolungato, seguito da un'immediata sensazione di malessere: forti cefalee, vertigini, disorientamento, nausea, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. In molti casi, col passare del tempo, i disturbi diventano più gravi e invalidanti e alcuni pazienti hanno riferito persino problemi di coordinazione motoria, debolezza agli arti, difficoltà nel linguaggio e nella scrittura.

Sindrome dell'Avana, è morto Michael Beck

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Ad oggi il caso più emblematico resta quello di Michael Beck, un ex agente della National Security Agency che già negli anni '90, molto prima dei casi più noti del 2016 a Cuba, aveva denunciato un episodio sospetto durante una missione in un Paese ostile. A distanza di anni, Beck ha sviluppato una forma precoce di Parkinson, senza familiarità nota, alimentando il sospetto di un danno neurologico progressivo indotto da un’esposizione anomala. Beck è morto a 65 anni il 25 gennaio 2026.

Le ipotesi e le controversie scientifiche emerse negli anni

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Per anni l'ipotesi più discussa per spiegare la sindrome dell’Avana è stata quella dell’esposizione a armi a energia diretta, in particolare a dispositivi in grado di emettere microonde o onde radio ad alta potenza. Secondo alcuni documenti riservati e testimonianze raccolte negli anni, questi sistemi sarebbero capaci di provocare danni cerebrali senza lasciare segni evidenti, rendendo difficile una diagnosi immediata.

Nel 2023 i ricercatori dell’University of Pennsylvania hanno riscontrato delle alterazioni neurologiche compatibili con un trauma da energia diretta in alcuni soggetti colpiti, mentre il National Institutes of Health ha a lungo sostenuto che le prove disponibili non fossero sufficienti per confermare questa tesi. Poi è arrivata la rivelazione della CNN: alla fine del 2024 una divisione della Homeland Security avrebbe acquistato, in un’operazione riservata, un dispositivo portatile in grado di riprodurre un quadro clinico sovrapponibile alla sindrome dell’Avana. L’apparecchio, trasportabile in uno zaino ed emettente impulsi di onde radio, sarebbe ora oggetto di analisi da parte del Dipartimento della Difesa statunitense.

Gli scienziati stanno mettendo in guardia ormai da anni sul rischio concreto di sviluppare tecnologie capaci di colpire selettivamente il sistema nervoso e queste ultime rivelazioni sembrano suggerire che non si tratti più di scenari soltanto teorici. Dal governo statunitense, però, non sono ancora arrivate conferme in tal senso.

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