L'idea di una 'cauzione per chi scende in piazza' rilanciata oggi da Matteo Salvini è "assolutamente impropria e incostituzionale. Che si fa? A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?". Lo afferma Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, commentando le parole del vicepremier dopo gli scontri di ieri a Torino. "La solita Lega usa strumentalmente quello che accade per cercare di limitare il dissenso e il diritto di manifestare. Ieri c'erano decise di migliaia di persone pacifiche a fronte di un gruppo di violenti", sottolinea. Far pagare chiunque vada in piazza per manifestare "è come dire che siccome qualche parlamentare della Lega ha rubato qualche milione, allora chiudiamo la Lega", incalza provocatoriamente Ghiglione, promettendo che, se la norma dovesse arrivare in Parlamento, la Cgil la contesterà in tutte le sedi.
Cgil, condanniamo la violenza, 'non si usi per zittire dissenso pacifico'
"La Cgil condanna con fermezza le violenze avvenute ieri a Torino. La violenza non è mai una risposta e non può essere tollerata in alcuna forma. Esprimiamo solidarietà a tutti gli agenti e le agenti coinvolti negli scontri". È quanto dichiara Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, commentando gli scontri di ieri. "In particolare, siamo vicini ad Alessandro Calista, vigliaccamente accerchiato e colpito da un gruppo di delinquenti che ci auguriamo venga identificato e punito. Chi pensa di imporre le proprie idee con la violenza attacca la democrazia e alimenta un clima pericoloso. E questi atti - sottolinea la dirigente sindacale - offendono anche le migliaia di donne e uomini che hanno manifestato pacificamente". Per Ghiglione "le tensioni che attraversano Torino, anche alla luce delle operazioni e delle vicende che hanno riguardato il centro sociale Askatasuna e le manifestazioni dei mesi scorsi, non possono essere affrontate esclusivamente sul piano dell'ordine pubblico. Viviamo un clima sociale sempre più segnato da paura, rabbia e polarizzazione - prosegue - e quando il conflitto viene ridotto a questione di sicurezza e non di diritti, quando il disagio sociale viene ignorato o represso, si rischia di spingere ulteriormente il Paese verso una deriva". "È necessario ricostruire un clima democratico fondato sul rispetto reciproco, sul dialogo e su politiche capaci di affrontare le cause profonde delle tensioni: precarietà, disuguaglianze, marginalità sociale, mancanza di prospettive", aggiunge la segretaria confederale. "La Cgil - ribadisce infine Ghiglione - sta senza se e senza ma dalla parte della democrazia e della legalità costituzionale, e respinge ogni forma di estremismo. Il conflitto sociale deve trovare spazio esclusivamente nella mobilitazione pacifica e nella partecipazione democratica. Allo stesso tempo, la violenza non può essere usata per zittire il dissenso legittimo".
Uil, l'aggressione a Trino è opera di teppisti non sia un pretesto per fare restrizioni alle proteste civili
"L'aggressione vigliacca avvenuta a Torino ai danni di un giovane poliziotto è opera di criminali che vanno prontamente assicurati alla giustizia. La nostra piena solidarietà e vicinanza va all'agente ferito e a tutte le forze dell'ordine che, ogni giorno, garantiscono la sicurezza di noi tutti, con abnegazione e a rischio della propria incolumità. Questo senso del dovere e dello Stato andrebbe premiato con una più adeguata valorizzazione del prezioso lavoro svolto e assicurando loro maggiore protezione. La Uil è al fianco di queste lavoratrici e di questi lavoratori e sostiene le loro rivendicazione". Lo afferma il sindacato commentando gli scontri avvenuti ieri a Torino. "L'opera di teppisti fuorilegge, da condannare senza se e senza ma, non diventi però - puntualizza la Uil nazionale - il pretesto per introdurre novità o restrizioni anche per manifestazioni che sono, invece, di proposta o di protesta civili: gli atti violenti e contro la legge vanno perseguiti, il dissenso democratico va tutelato".
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2 giorni fa
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