Catalin-Petru Preda: "Sono il mio critico più severo. L'adrenalina è una sensazione preziosa"

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Conosciamo il tuffatore rumeno che, dal ponte di Bir-Hakeim, a un passo dalla Tour Eiffel, ha conquistato il titolo europeo dai 20 metri con l'unico dieci di tutta la rassegna continentale

Alberto Fumi

14 agosto - 10:35 - MILANO

Alla fine è arrivato il sigillo che gli mancava. Dal Pont de Bir-Hakeim, sospeso sopra la Senna con la Tour Eiffel a fare da sfondo, Catalin-Petru Preda ha conquistato l'oro europeo dei tuffi dalle grandi altezze, da 20 metri. E lo ha fatto nel modo più clamoroso: nel quarto turno, il rumeno ha eseguito un quadruplo salto mortale all'indietro raggruppato che i giudici hanno premiato con 145.60 punti e, soprattutto, con un 10, l'unico assegnato in tutti i tuffi di questi Europei, quelli dalle grandi altezze come quelli in vasca. Nato a Bucarest il 29 giugno 1991, 34 anni, ha debuttato nell'high diving ai Mondiali del 2019 (14° a Gwangju). Da lì una crescita costante: nel 2022 conquista a Roma l'argento europeo, alle spalle del connazionale Constantin Popovici, poi l'argento ai Mondiali di Fukuoka 2023 e il bronzo a quelli di Doha 2024. Nel 2025, a Singapore, esegue il tuffo dal punteggio più alto dell'intera finale iridata. Il 2026 si apre con la vittoria nella prima tappa di Coppa del Mondo a Fort Lauderdale, prosegue con un quarto posto al Marmeeting di Porto Flavia e culmina con l'oro continentale a Parigi.

Catalin Preda of Romania dives from the 27 metre platform during the final competition day of the second stop of the Red Bull Cliff Diving World Series in St. Petersburg, USA on June 6, 2026. // Romina Amato / Red Bull Content Pool // SI202606060952 // Usage for editorial use only //

Preda, quando sale sulla piattaforma a 20 o 27 metri, quali sono i fattori più incisivi per lei? La condizione fisica, l'emotività, la mente, l'umore di giornata? 
“La sensazione che precede un tuffo è qualcosa di molto particolare. Nell'high diving, nel cliff diving, esiste una combinazione di molti elementi: c'è l'atletismo, ci sono le acrobazie, c'è la preparazione fisica, ma anche l'aspetto mentale gioca un ruolo enorme. E un modo per gestire tutto questo è l'umorismo, il divertimento: scherzare con gli amici, sorridere, trovare il modo di rassicurarsi aiuta a superare quell'istinto di paura. Avere paura non è solo naturale, ma credo sia anche utile, perché ti mette nella giusta prospettiva rispetto al rischio che stai per correre e al gesto che stai per compiere. E quella paura, con la tecnica giusta e la giusta mentalità, può diventare un vantaggio, può giocare a tuo favore: puoi trasformarla in uno stato di allerta, in uno stato mentale di altissima concentrazione, e usarlo per i tuoi tuffi”. 

Giocare con la paura è un aspetto su cui si può lavorare? 
“È ciò che ho imparato a fare, ed essere sulla scena competitiva dell'high diving e del cliff diving per diversi anni contribuisce a maturare quest'esperienza. Traggo beneficio da questa capacità di concentrarmi e di prendere il momento per ciò che è, e allo stesso tempo di provare comunque grande piacere in quello che faccio, riconoscendo di essere una persona molto fortunata e privilegiata: mi godo tutti questi anni di duro lavoro, con tutti gli alti e tutti i bassi che ora convergono, trovandomi davvero al culmine di questo percorso sportivo”.

Qual è il suo rapporto con il rischio, visto che spesso parla di pericolo? 
“Il rischio e il pericolo fanno parte di questa disciplina sportiva. Tuttavia, credo che siano anche etichette che applichiamo a un atteggiamento, a uno stato mentale, a delle reazioni emotive. Esistono modi e tecniche per orientare la mente e concentrarsi sulle cose che possono esserti utili nella performance che stai per eseguire. Come dicevo a proposito della paura, è importante riconoscere anche il rischio: ti fa rispettare l'altezza, l'esposizione a cui sei sottoposto. Quando esegui un tuffo da queste altezze, sei totalmente libero, nel senso che voli letteralmente, ma sei anche libero da qualsiasi equipaggiamento protettivo. Non c'è nulla ad aiutarci di fronte allo shock e all'impatto, se non l'abilità che sviluppiamo e l'altissimo livello di concentrazione che riusciamo a raggiungere sulla piattaforma”.

Catalin Preda of Romania enters the water after diving from the 27 metre platform during the final competition day of the second stop of the Red Bull Cliff Diving World Series in St. Petersburg, USA on June 6, 2026. // Dean Treml / Red Bull Content Pool // SI202606060896 // Usage for editorial use only //

Sembra che vi divertiate tantissimo nel compiere queste evoluzioni e nel competere. 
“Sì, esatto. Il divertimento è sicuramente un elemento cruciale ed essenziale nella performance sportiva, e ci sono stati innumerevoli atleti a dimostrarlo più volte, parlando della capacità di trovare piacere nel proprio mestiere, nello sport che si è scelto, nella propria disciplina. È fondamentale vivere il momento del tuffo che, anche se ormai sono abituato e ho tanta esperienza, rappresenta ancora un evento speciale. Non si finisce mai di sviluppare questa capacità, è un lavoro in corso continuo, sto ancora migliorando il modo di trovare e apprezzare quel piacere: può succedere che la competitività offuschi il divertimento e questo non giova al risultato finale”.

Catalin Preda of Romania stretches at the athletes area in the Copenhagen Opera House during the second competition day of the third stop of the Red Bull Cliff Diving World Series in Copenhagen, Denmark on June 26, 2026. // Dean Treml / Red Bull Content Pool // SI202606260435 // Usage for editorial use only //

La disciplina si è evoluta molto e si vedono tuffi dall'elevatissimo tasso tecnico. Lei è comunque un perfezionista? 
“Sono il mio critico più severo, un perfezionista: a volte questo gioca a mio favore, ma altre volte può remarmi contro. Per questo, l'equilibrio tra la spinta a fare sempre meglio e il divertimento che si può provare nel giorno speciale della gara, così come in allenamento, è un aspetto determinante e ognuno lo vive in maniera molto personale. Per me, la parte emotiva, l'adrenalina, il piacere di affrontare questi tuffi sono diventate le sensazioni più preziose che mi capita di provare mentre gareggio”.

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