Cascarino: "Oyarzabal il nuovo Schillaci. Tutti guardano le stelle, e intanto..."

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L'ex attaccante irlandese fa un parallelo con Italia '90 e per questo "premia" lo spagnolo, che può avvantaggiarsi degli assist di Yamal e Williams

Profumo di notti magiche. Questo Mondiale diviso tra Usa, Canada e Messico sembra lontanissimo da Italia ’90 e dalla passione collettiva che attraversò il nostro paese con le magie di Roberto Baggio e gli occhi spiritati di Totò Schillaci. Tony Cascarino, allora attaccante dell’Irlanda e oggi editorialista per The Times di Londra, ritira fuori quel torneo di 36 anni fa per un paragone importante: è sicuro che nel parco di attaccanti che puntano al trono del gol ci sia un nuovo Schillaci pronto a rivaleggiare con Kylian Mbappé e Leo Messi. Gioca nella Spagna, è uno dei 20 giocatori che dopo le prime due giornate hanno segnato almeno due gol. Il suo nome è Mikel Oyarzabal, in gol due volte nel dominante 4-0 della Spagna sull’Arabia Saudita. 

NEW SCHILLACI

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"La pressione sugli attaccanti al Mondiale può essere brutale - scrive Cascarino -. Io sono andato a Italia ’90 come il miglior realizzatore dell’Irlanda durante le qualificazioni e Gianluca Vialli a quel Mondiale doveva essere la superstar degli Azzurri. Quando ci siamo affrontati nei quarti di finale, io e Vialli eravamo in panchina a guardare Totò Schillaci, il talismano dell’Italia che vinse quella scarpa d’oro con 6 gol. È bello vedere che in questo Mondiale le stelle stanno facendo la differenza, ma non mi stupirei se a vincere fosse Oyarzabal: era la mia scelta alla vigilia del torneo e mi ricorda Schillaci per come è veloce, agile e sa segnare gol di ogni tipo. Con Lamine Yamal e Nico Williams pronti a rifornirlo di assist, Oyarzabal ha già mostrato quanto cruciale sia la sua capacità di finalizzazione. Ha segnato 10 gol nelle ultime 9 partite con la Spagna". 

LA LOTTA

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Cascarino prova a fare le carte alla corsa al trono del gol, quello che quattro anni fa occupò Kylian Mbappé con 8 centri e che a Russia 2018 conquistò Harry Kane. "Chiunque vinca, sarei estremamente sorpreso se non lo facesse con almeno 8 gol, come Mbappé quattro anni fa - scrive Cascarino -. Penso che alla fine la differenza possa farla la forza della squadra e quanto avanti andrà la nazionale di ciascun pretendente. Haaland, per esempio, per quanto prolifico possa essere, non credo con la Norvegia possa andare molto avanti. Mentre Mbappé e la Francia me li aspetto in finale. Tutti questi pretendenti hanno comunque la voglia e la determinazione di fare la storia a livello personale. È quello che a me è sempre mancato: probabilmente è il motivo per cui ho guardato dalla panchina quella sfida con Vialli a Italia ’90".

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