Carboni canta la vita e Roma lo abbraccia: "E' bellissimo, mi commuove"

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Palazzo dello Sport in delirio per il cantautore bolognese, sul palco anche Tommaso Paradiso

Un boato di applausi e un'emozione palpabile hanno accolto il ritorno di Luca Carboni a Roma. Il Palazzo dello Sport, gremito da un pubblico di più generazioni, è stato il teatro di una vera e propria festa per la terza tappa del 'Rio Ari O tour', un concerto che celebra la rinascita dell'artista dopo la malattia. A impreziosire una serata memorabile, l'arrivo a sorpresa sul palco dell'amico e collega Tommaso Paradiso.

L'intro strumentale che scivola dolcemente in ‘Primavera’ è più di una scelta di scaletta: è una dichiarazione d'intenti, il simbolo di un nuovo inizio. “Avevo raccontato in un’intervista, l’unica dopo aver passato un momento un po’ difficile, che se fossi tornato sul palco avrei cominciato cantando Primavera. L’ho fatto e sono felice. La primavera è la bellezza della rinascita” e la testimonianza che “si può rinascere un’altra volta” (VIDEO).

Da lì, Carboni, con la sua inconfondibile coppola e gli immancabili occhiali da sole, ha guidato il pubblico in un viaggio lungo 40 anni di carriera. E dopo ‘Sto Pensando’ e ‘Ci stiamo sbagliando’, Carboni si prende un momento per guardare il suo pubblico: “Questa è stata la partenza di un viaggio meraviglioso che mi ha portato fino a qui. È bellissimo, emozionante e commovente vedere quante persone hanno fatto un pezzettino di viaggio insieme a me. Mi fa piangere”.

Lo show riprende con ‘Fragole buone buone’ e ‘Sarà un uomo’, ricordando a tutti perché Carboni è stato il primo vero "indie" italiano, grazie alla sua capacità unica di rendere epica la fragilità quotidiana. Ma il concerto è anche un'occasione per aprire il cassetto dei ricordi, e tra un brano e l'altro Carboni si ferma per condividere il suo legame speciale con la capitale. Un filo di nostalgia e gratitudine attraversa le sue parole: “Ricordo quando arrivai da ragazzino per firmare il mio primo contratto con la mitica Rca”, racconta, “e il primo concerto al Teatro Olimpico, quando scoprii che in prima fila c'era Monica Vitti che cantava tutte le canzoni”. Il pensiero va poi agli affetti, “agli amici, quelli che ci sono ancora e quelli che purtroppo non ci sono più, come Michele Mondella, il mio discografico”. La sua dichiarazione d'amore si chiude con una sintesi perfetta: “C’è tanta dolce vita qui. Grazie, Roma”.

La parte centrale del concerto ha trasformato il palazzetto in un enorme club d'autore. Con un crescendo ritmico che da ‘La mia città’ è esploso su ‘Le ragazze’, Carboni ha inanellato i successi che hanno ridefinito il pop degli anni '90. Subito dopo, si è entrati nel "santuario" della sua discografia: sulle note di ‘Gli autobus di notte’, ‘Farfallina’ e l'immancabile ‘Silvia lo sai’ Roma ha cantato all'unisono, in un coro potente che è sembrato un abbraccio fisico all'artista.

Il momento più atteso dalle voci della vigilia si è materializzato sulle note di ‘Luca lo stesso’, quando sul palco è salito Tommaso Paradiso per un duetto carico di energia. “Grazie maestro, hai ispirato diverse generazioni, compresa la mia”, sono state le parole di Paradiso.

Dopo la recente ‘San Luca’ (brano di Cesare Cremonini a cui Carboni ha collaborato), l'omaggio alla sua terra con ‘Bologna è una regola’ assume un significato speciale. La canzone risuona infatti proprio nel giorno in cui si è disputata l'andata degli ottavi di finale di Europa League tra Bologna e Roma, una partita finita con un diplomatico pareggio per 1-1.

È il preludio perfetto per trasformare il clima in una grande festa di famiglia sulle note di ‘Vieni a vivere con me’. Da qui, le ultime tre canzoni sono un trittico d'acciaio che porta il concerto al suo culmine: su ‘Mare mare’ torna a sorpresa Tommaso Paradiso per un secondo duetto che scatena la danza di tutto il palazzetto; ‘Una grande festa’ celebra il senso del ritrovarsi e, infine, la chiusura è affidata a ‘Ci vuole un fisico bestiale’. Quest’ultima traccia assume però un significato nuovo, quasi eroico.

“Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita”, canta Luca con la consapevolezza di chi ha superato la prova più dura e sa che la musica, alla fine, è davvero la cura migliore. Ad accompagnare Carboni sul palco una band di otto elementi: Antonello Giorgi (batteria), Mauro Patelli (chitarre), Ignazio Orlando (basso), Antonello D'Urso (direzione musicale e chitarra), Fulvio Ferrari (sequenze e tastiere), Gabriele Miceli (chitarre), Fabrizio Luca (percussioni) e Andrea Ferrario (fiati e tastiere). Il "Rio Ari O tour" proseguirà in primavera con due appuntamenti a Bologna all'Unipol Forum il 19 aprile (già sold out) e il 20 aprile, per poi trasferirsi in estate nelle località più suggestive della penisola.

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