Caqueret alla... Fabregas: il centrocampista è l'asso nella manica di Cesc per l'Europa

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Il tecnico lo ha paragonato a se stesso: quando schiera il francese titolare la media punti aumenta

Matteo Pierelli

Giornalista

30 marzo - 12:05 - MILANO

Si conoscono bene, hanno anche giocato contro, si stimano e stanno facendo grandi cose assieme. Il rapporto tra Cesc Fabregas e Maxence Caqueret è stretto, vero, e anche produttivo. Perché con il francese il campo il Como vola ancora più in alto, la media punti quando viene schierato titolare (14 partite) si alza da 1,9 a 2,07, segnale inequivocabile di una certa incisività. Legata anche al fatto che lui sa fare un po’ tutto. Capita nella stessa partita di vedere Caqueret ricevere palla dal portiere Butez, oppure muoversi da “falso nove” o ancora battagliare in mezzo al campo. Insomma, dove lo metti sta, tanto che Fabregas lo ha paragonato a... se stesso: "Sono un suo grande estimatore, mi rivedo in lui - ha detto recentemente -: è dinamico, guarda sempre in avanti e cerca di rompere le linee. Quando mi hanno chiesto se mi piacesse, pensavo fosse una battuta: da avversario era un incubo, l’ho affrontato in passato e mi ricorda il Fabregas giocatore... Secondo me è stato determinante nel cambiare la nostra stagione lo scorso anno. È uno di quei giocatori a cui dai la maglia e dici semplicemente di giocare, perché sa già cosa fare, ha esperienza anche in Champions League, ha lottato per obiettivi importanti".

anche avversari

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Fabregas e Caqueret hanno giocato contro in Ligue 1: lo spagnolo, nella fase finale della carriera, era al Monaco, il francese era uno dei cardini del Lione, squadra dove è cresciuto fin da bambino e dove è stato per una vita. Poi, nel gennaio 2025, i due si sono ritrovati in riva al lago. Il Como spese ben 17 milioni per prenderlo, facendogli firmare un contratto fino a giugno 2029, e con lui in campo la squadra ha svoltato, tanto è vero che il girone di ritorno è stato di alto livello. In questa stagione, lo spartito non è cambiato e Caqueret è cresciuto ancora di più: ha dinamismo, piedi buoni e sa come muoversi negli spazi. Finora ha segnato due gol (contro Torino e Juventus) e servito tre assist ma non sempre è partito titolare. Tanto è vero che Fabregas gli ha anche chiesto scusa pubblicamente. "Qualche volta sono stato ingiusto con lui perché ogni tanto l’ho fatto partire in panchina e gli ho dato meno spazio, però mi piace moltissimo come giocatore. Sono innamorato del Caqueret giocatore, è dinamico e vuole sempre giocare in avanti, rompere la linea. Del resto quando ci ho giocato contro per me era un inferno, non riuscivo quasi a stargli dietro". Dal canto suo, Caqueret non ha mai nascosto la stima verso il tecnico spagnolo, decisivo per il suo arrivo in Italia. "Non conoscevo davvero il progetto Como - ha detto in passato il centrocampista francese - e quando era in corso la trattativa, Fabregas è stato decisivo per il trasferimento. Era super ambizioso e la cosa mi ha convinto. Ora a Como sto benissimo e sono felice".

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Caqueret fino a qui ha dimostrato di essere utile anche entrando a partita in corso. Quando parte dalla panchina non perde efficacia. Tanti suoi compagni hanno parlato della sua importanza tattica, ma anche del suo modo elegante di muoversi e toccare il pallone. Rappresenta un po’ ciò che è diventato il Como di oggi: una squadra spettacolare, piacevole da vedere, efficace. A Pasquetta i ragazzi di Fabregas ripartono da Udine: al momento sono al quarto posto, in zona Champions, pronti a scrivere la storia della società. Nella sua vita ultra centenaria il Como non ha mai giocato le coppe europee e le possibilità che entri dalla porta più nobile sono concrete. Con un Caqueret in più nel motore.

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