Cannes 2026, giorno 2 tra 'Fast and Furious' a 'Top Gun'news dalla nostra inviata

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13 maggio 2026 | 11.34

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La giornata di oggi si apre con il regista neozelandese Peter Jackson, che incontra il pubblico dopo aver ricevuto la Palma d’oro alla Carriera ieri durante la cerimonia di inaugurazione. Ma è anche il giorno dei primi due film del Concorso: 'Nagi notes' di Fukada Koji e 'La vie d’une femme' ('A Woman's Life') di Charline Bourgeois-Tacquet.

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Ma l'attesa è tutta per due anniversari di due film cult amatissimi dal grande pubblico: 'Top Gun' e 'Fast and Furious'. Il film con Tom Cruise nei panni del pilota Pete Mitchell, compie 40 anni dall’uscita. Tra gli iconici occhiali da aviatore di Cruise e le scene ad alta quota, ritorna alla mente il brano 'Take my breath away', cantata dai Berlin, e composta da Giorgio Moroder. Il film sarà proiettato questa sera nell’ambito del programma ‘Cinema de la plage’, che è un vero e proprio cinema sulla spiaggia. E chissà se Tom Cruise anticiperà il suo arrivo a Cannes. Il divo di Hollywood non è previsto alla proiezione, ma il suo nome compare tra gli ospiti dell’AmfAR Afterparty organizzato da Leonardo DiCaprio che si terrà il 21 maggio.

A mezzanotte, sulla Croisette arrivano i rombi dei motori di 'Fast and Furious', primo capitolo della fortunata saga action che compie 25 anni. All’evento saranno presenti l’attore Vin Diesel, anzi Dom Toretto, per gli appassionati della saga, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster e la figlia del compianto attore protagonista del film, Paul Walker, morto nel 2013.

Ad aprire la sezione 'Un certain regard' è 'Teenage Sex And Death At Camp Miasma' con protagoniste Gillian Anderson ed Hannah Einbinder, un horror queer pronto a far parlare di sé. Protagonista della seconda giornata è anche lo sport con il documentario 'The Match' di Juan Cabral e Santiago Franco. Narrato dalle leggende del calcio Gary Lineker e Jorge Valdano, il doc ci porta nell’indimeticabile partita Argentina‑Inghilterra dei Mondiali del 1986, con immagini d’archivio rarissime, come come il gol di Maradona noto come la 'Mano de Dios', segnato nei quarti di finale. È una storia che unisce il calcio e un ritratto dei conflitti tra le due nazioni. (di Lucrezia Leombruni)

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